Gli androidi afasici

Mi sembra difficile capire perche' hanno chiuso Zivago. Piu' avanti,
probabilmente, qualcosa si capira'... ma per ora nessuno ha la bonta' di
dirci quanto quell'operazione andasse bene o male, quante soddisfazioni o
preoccupazioni desse ai suoi proprietari. "Si dice" che ci siano
"dissensi fra i soci" ma nessuno spiega la natura di quei dissensi
(potremmo anche provare a immaginarli... ma non mi piace fare
"dietrologia"). "Si dice" che Fetrinelli voglia aprire per conto suo, ma
nessuno spiega quanto ci sia di vero in questa ipotesi.

Intanto Internetbookshop rimane praticamente sola. Il che vuol dire che
(almeno nel "breve" periodo") guadagnera' di piu'. Ma anche che, non
avendo concorrenti, avra' meno motivo di migliorare il suo (non
eccellente) servizio.

Ma il fenomeno piu' sconcertante e' che due editori, cioe' imprese che
"dovrebbero" sapere qualcosa di comunicazione, non solo commettono il
madornale errore di chiudere Zivago ma gestiscono la notizia con
sconcertante incompetenza. Cioe' non la gestiscono affatto: chiudono
senza spiegazioni. Roba da bocciatura al primo esame in qualsiasi
scuoletta di comunicazione (o di "management").

Mi scuso per l'autocitazione, ma mi tornano alla memoria due articoli di
un anno fa. Uno in cui parlavo di gatte frettolose. L'altro intitolato
"un pascolo per androidi di seconda scelta"
http://gandalf.it/offline/off2 3.htm

Sara' vero o no che le imprese hanno intenzionalmente affidato le
attivita' della cosiddetta "new economy" alle persone meno competenti e
qualificate, perche' "tanto con la crescita si aggiusta tutto"? In parte,
probabilmente, e' vero. Ma i motivi possono essere anche altri.

Comunque... il fatto e' che la gestione dei progetti online rivela molto
spesso una straordinaria incompetenza e superficialita' nella gestione,
nel marketing e nella comunicazione.

Una delle chiavi fondamentali per uscire dal marasma e' dimenticare la
stupida teoria del "tempo internet" (un mese e' un mese, un anno e' un
anno, nell'internet come in ogni altra cosa) e le pseudo-strategie dettate
dalla fretta (che non sono piu' veloci, sono soltanto piu' confuse).

Anzi... la rete dovrebbe riportare piu' fortemente in campo le strategie
di medio-lungo periodo che in molti settori "tradizionali" erano state un
po' abbandonate. Come diceva gia' due anni fa Gerry McGovern nel suo bel
libro "The Caring Economy"...

Ciao a tutti

Giancarlo Livraghi