Gratis - riassumo

Dopo aver letto tutti gli interessanti e numerosi interventi sul tema
EDay-gratis cerco di sintetizzare il mio punto di vista.

Eday
La stampa della copia personalizzata era scomoda e macchinosa. Trovo molto
piu' adatta a internet la email con sommarietti e link attivi da cliccare
per leggere l'articolo (cfr. itnews, apogeonline, ecc.). Il giornale
generico non puo' reggere di fronte alle grandi testate (Repubblica, ecc.)
o ai grandi portali che comunque riportano le notizie. Inoltre in internet
si puo' accedere direttamente alle agenzie di stampa. Quindi penso che ci
si deve inventare strumenti specializzati. Di fronte all'eccesso di
portali e siti generici solo da poco cominciano a venir fuori portali
specialistici.

Tuttavia le ragioni di vita o di morte non sono tecniche, ma spesso
politiche. Se Eday fosse stato uno strumento politico utile a qualche
gruppo di potere, sarebbe ben vivo nonostante le perdite economiche.

Gratis
Il gratis e' una delle piu' importanti caratteristiche di internet., i cui
valori determinanti non sono tanto il pay per clic, quanto lo scambio, la
relazione, la visibilita' entro una comunita' o una rete. Guardiamo al
telefono, che e' qualcosa di simile avvenuto parecchio tempo prima. Una
piccola parte delle telefonate serve per fare business. La maggior parte
di esse serve per chiacchierare. Anche in ambito professionale, su cento
telefonate quante sono quelle che chiudono un contratto e portano ad un
fatturato? E quante quelle che servono per "farsi vivi", per invitare ad
un incontro, per sapere qualcosa di qualcuno? Internet e' la stessa cosa.

Alcuni (pochi) ci guadagnano sopra. Tutti gli altri (moltissimi) se ne
servono in modi diversi, gratuitamente o pagando. Comunque pagano la
connessione. Quindi per lo piu' internet e' un costo, non un utile.
Perche' e' un servizio, e come tale costa. Anche per tutti gli altri
servizi succede la stessa cosa. Acqua, elettricita', smaltimento dei
rifiuti, per pochissimi sono un business. Per tutti gli altri sono un
costo.

L'atteggiamento ingenuo di molti e' la pretesa di considerare internet
come core business, quando a nessuno verrebbe in mente di considerare core
business il telefono (ovviamente escludo le compagnie telefoniche). In
altre parole, se apro un sito di e-commerce quello che mi fara' guadagnare
non sara' internet, ma la bonta' di cio' che vendo.

Il gratis quindi significa che se io ho prodotto o elaborato informazioni
in altre circostanze, le posso mettere a disposizione gratuitamente in
internet, piuttosto che tenermele in un cassetto. Se le informazioni sono
ritenute interessanti, posso aspettarmi qualche vantaggio (da un semplice
"grazie" ad una consulenza ben pagata). In internet non e' vero che il
gratis vuol dire robaccia inutile. Basti pensare al MIT, che ha messo
gratuitamente in rete tutti i suoi corsi. Ognuno li puo' consultare, se
pero ' vuole il diploma del MIT, deve iscriversi regolarmente e pagare la
retta.

La discussione dunque non va fatta su gratis si' o gratis no, ma su come
creare nuovi modelli di business che integrino cio' che si fa gratis con
cio ' che deve produrre fatturato. Questa e' la vera sfida, lanciata da
Linux, Napster, Tiscali, e a mio avviso riproponibile anche a livello di
piccoli numeri, nicchie particolari di mercato, fino alle consulenze
professionali.

Buona estate a Elena e tutti gli amici di lista.

Umberto Santucci
www.umbertosantucci.it