Guerrilla marketing e legalità

Ciao lista.

Tempo fa ricordo che si parlò delle relazioni fra i due aspetti in oggetto e ci fu chi giustamente sottolineò come il guerrilla sia comunicazione non convenzionale e perciò per definizione sia avanguardistica, innovativa; ne consegue che la legislazione può solo normarla ex post e non correre alla
sua stessa velocità. Concetto che condivido a pieno.

Oggi vorrei porre la questione in maniera più pratica citando alcune
campagne precise.
1) Coriandoli rosa della Gazzetta dello Sport http://www.g-com.it/html/guerr illaMarketing_caseHistory_gazz ettadellospo...  
2) Stickering di una azienda di bevande in Ecuador http://www.mediastreet.it/blog /guida-marketing-2.html  
(l'ultima foto in basso)
3) Lancio di una libreria specializzata in gialli attraverso auto con mano
di morto ammazzato che fuoriesce dal cofano.
(non ho trovato link, ma ricordo che c'è qualche immagine in giro sul web)
4) uso dei flash mob come veicolo per prodotti o servizi

Ebbene, per queste tre campagne intravedo potenziali violazioni della legge:
1 e 2) 639 del codice penale (deturpamento e imbrattamento);
3) Art. 657 del codice penale (grida o notizie atte a turbare la
tranquillità pubblica o privata);
4) Art. 633 (invasione di terreni o edifici).

Potrei andare avanti a lungo e la lista sarebbe ampia.

*La domanda però è*: in questi casi può essere chiesta un'autorizzazione preventiva e se sì, a chi?
Ovvero, pur nell'assenza di una legge specifica sul guerrilla marketing, esiste una disciplina pratica di queste situazioni che le aziende possono attuare prima di dare l'ok a queste campagne? I Sindaci o chi per loro vanno interessati prima o si fa qualcosa e poi ci si affida alla grazia divina (o agli uffici legali)?

A presto e grazie a tutti.

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Cosmo Albertini
cosmo.albertini@gmail.com