H2H: human to human

Perdonatemi la presunzione, cari listaroli, ma dopo tante discussioni sul rendere umano l'internet......ho pensato valesse la pena riprendere il tema e, perche' no, ho pensato di farlo coniando una nuova sigla, che va oltre il B2B il B2C il C2C o il recente E2E che hanno come comune denominatore...il business, e cosi'...
consentitemi di parlare di H2H, human-to-human, perche' e' questa, secondo me, l'essenza della rete.

Al di la' del business che, come afferma giustamente Venturini, si fa con il "coltello tra i denti", e al di la' dei computer interconnessi e delle macchine interconnesse (si pensi per esempio al futuro degli elettrodomestici interconnessi e della casa in rete) ci sono le persone, prima di tutto, persone. Prima e al di sopra di ogni business c'e' una rete che consente alle persone un contatto ed una relazione sino ad ora impensabili.

Il network non e' fatto solo di chip, di hub, di router, ma e' prima di tutto un network di esseri umani che comunicano, siano essi amici, colleghi, parenti, o sconosciuti che condividono un'esperienza, una risorsa, una conoscenza. La rete e' fatta anche di emozioni, di sogni, di sentimenti, di ideali. Questa rete nella quale convivono ambizioni sfrenate e grandi valori, il bianco ed il nero, una rete che per qualcuno aumenta il divario economico, sociale e culturale, il famoso "digital divide", quando per me puo' rappresentare una riduzione di questo divario, se tutti i paesi contribuiranno allo sviluppo e alla diffusione della stessa. Secondo me infatti il problema del divario non e' originato dallo sviluppo delle tecnologie, bisogna fare un passo indietro per individuarne la causa e il "digital divide" potrebbe in realta' rappresentare una soluzione al problema ( o quantomeno una parte della soluzione.....
beninteso!).

La rete potrebbe ridurre le disuguaglianze, consentendo a piu' persone di accedere a piu' risorse, alla conoscenza, e la conoscenza e' una strada per la liberta'.

In un articolo di Giancarlo Livraghi del 1997, "L'anima e il corpo", mi ha colpito molto l'osservazione della particolarita' della conoscenza di una persona in rete, e, cito testualmente:

"Ho conosciuto più persone nuove attraverso la rete, da qualche anno in qua, che in qualsiasi altro modo. Alcuni di questi incontri si sono trasformati in vere amicizie. Non tutti direttamente.

Attraverso la rete ho conosciuto qualcuno, tramite quella persona poi incontrato qualcun altro... ma è nella rete l’origine, la scoperta. Può essere chi abita lontano (per vederci di persona occorre un viaggio); oppure è vicino, a pochi passi da casa mia, ma non lo sapevamo.

Capita ogni tanto di ragionare insieme su questo modo di conoscersi.

Il tema, per molti aspetti, è affascinante. Incontriamo una persona che non possiamo vedere né toccare. Prima di vederla fisicamente ne conosciamo i pensieri, il carattere, il temperamento. Nasce un rapporto, un reciproco interesse, uno scambio di pensieri e di emozioni; cresce il desiderio di incontrarsi; e un giorno, finalmente, ci si vede.

La domanda rituale è "quanto sono diverso da come mi immaginavi?"

Insomma il cammino è al contrario di quello abituale: conosciamo prima l’anima, poi il corpo. Non è vero che se prima ci si vede, e poi ci si parla, ci si conosce meglio. Spesso l’incontro fisico è deviante; nasconde o rallenta l’incontro con l’anima e con la mente. Ci sono persone che si vedono da vent’anni, magari condividono lo stesso letto, e non si conoscono bene. Non è solo menzogna la frase classica degli infedeli: "mia moglie (o mio marito) non mi capisce".

La vicinanza fisica non è necessariamente dialogo e comprensione; può addirittura diventare un ostacolo. (......)"

il seguito lo trovate seguendo questo link http://www.gandalf.it/garbugli /garb08.htm

Un mezzo che consente di conoscere prima l'anima e poi il corpo, quando quotidianamente siamo pressati dal mito del bello (basti pensare ai continui ricorsi, sia da parte maschile che da parte femminile, alla chirurgia estetica o al preoccupante dilagare di casi di anoressia......), non e' forse un mezzo che consente di tornare gradualmente dalla forma alla sostanza, e dall'avere all'essere? E non e' forse questo lo spirito della rete, in netto contrasto con lo stato delle cose che afferma invece la supremazia di un'oligarchia di potenti che mirano al controllo, al "dominio", e manovrano capitali per garantirsi il dominio on e off line????

Abbiamo gia' discusso dell'umanita' dell'internet, quindi so che per qualcuno di voi questo mio post apparentemente "buonista" potra' sembrare anche esasperante, ma il mio sesto senso e mezzo mi dice che se non riflettiamo oggi sull'essenza delle cose domani sara' troppo tardi per rimediare ai danni, e non importa se i danni li abbiamo fatti o li abbiamo semplicemente subiti, perche' anche come spettatori si puo' essere partecipi di una catastrofe!

Possiamo lasciare che la new economy ci costringa a lavorare H24 in virtu' del potere dell'interconnessione continua, oppure possiamo decidere di utilizzare la tecnologia per migliorare la qualita' della vita, e allora difendiamo la nostra vita privata dalle aggressioni di un'inutile corsa contro il tempo, sfruttiamo la tecnologia per diffondere il telelavoro, utilizziamo la rete per migliorare o offrire piu' servizi alle categorie piu' deboli, diffondiamo, attraverso la rete (magari anche attraverso questa lista) le iniziative piu' valide, insomma facciamo tutto cio' che abbiamo fatto sino ad oggi.... considerando che la rete non connette macchine, ma consente a piu' persone di comunicare.

E non restiamo passivi di fronte alla disinformazione da parte dei mass media che continuano a identificare nella rete la CAUSA (e non semplicemente un nuovo mezzo...) di reati (sfruttamento della prostituzione, vedi il caso dell'Inter, stupro, come il recente caso nel quale sono coinvolti tra l'altro personaggi gia' noti, frodi per carte di credito i cui numeri, in realta', sono stati sottratti in un ristorante......) influenzando negativamente l'opinione pubblica in una paese come il nostro che ha un urgente bisogno di crescere anche (e non solo) con una maggiore diffusione dell'IT. Non restiamo in silenzio, aggreghiamoci con una o piu' iniziative che, sfruttando le nostre "connessioni", uniscano un coro di voci per URLare e non solo, ancora una volta, per parlarsi addosso.

Mi sono sempre sentita come l'armata Brancaleone, sin dai miei primi interventi su MKTG, ma questa volta vorrei concludere in modo positivo: se anche voi credete che H2H sia l'unica sigla che ha un senso per l'Internet, se anche voi credete che il network sia fatto di persone e non solo di processori, se anche voi volete che si cominci a sfruttare realmente la potenzialita' della rete ANCHE per qualcosa di positivo e NON solo per manovre speculative, allora uniamoci, prepariamo una sorta di "manifesto" e decidiamo a chi inoltrarlo, scegliamo 5 o 10 riferimenti (giornali, televisioni e chi piu' ne ha ne metta) e ciascuno di noi mandi via email dal proprio indirizzo lo stesso identico testo.

Potrebbe sembrare uno spamming? Anche se chiedessimo "Toc Toc...stile Emma Bonino? E allora pensiamo a una raccolta on-line di adesioni e poi il "manifesto" con tutti i suoi aderenti verra' inviato ai media piu' influenti.

Vi sembra una proposta non fattibile o forse e' piu' interessante parlare di B2B, perche' rende di piu' del H2H??

Cordialmente,
Simonetta

Simonetta Zandiri
zandiri@tin.it
tel.011/9859884

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"The Internet revolution is dead. Long live the Internet e-volution!" (Simonetta Zandiri)
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