I forum su internet

Cara Elena, cari amici di Mlist, prendo spunto da un recente intervento di
Riccardo Trabalza avente oggetto i forum ed in particolare questo punto:

[quote]
Perché internet non viene ancora utilizzato a pieno e sopratutto da
coloro che rappresentano i quadri aziendali, perchè internet non viene
utilizzato dalle imprese, dall'imprenditore che può formarsi direttamente
nella rete ma non scaricando il materiale ma confrontandosi con altri
soggetti della sua specie??? Per quanto se ne dica e ci vogliano far
credere, è tutto ancora prematuro?

Il vs. segnalare solo forum di pseudo intrattenimento è stato casuale??
oppure è difficile veramente difficile far vivere forum dove si incontrano
professionalità e professionisti per scambiarsi le idee?? ma allora il
forum è indicato solo per argomenti "leggeri"???
[/quote]

Io credo che i forum siano congenitamente delle comunità: se vogliamo
anche gli archivi on line di Mlist sono un forum, il forum di una comunità
che parla di marketing: non credo che le differenti tecnologie in termini
di software (tra un vero e proprio forum on line ed un archivio on line di
una mailing list, ma ci metto dentro anche i Newsgroup, moderati e non)
siano tali da dovermi far escludere queste forme di aggregazione e scambio
di esperienze.

Un forum è un luogo virtuale in cui si possono scambiare opinioni: il
fatto che la maggior parte dei forum di successo sia legata
all'intrattenimento è dovuto al profilo dell'utente medio italiano, certo
più simile ad uno studente che ad un manager o ad un professionista
(quanti casi di illustri personaggi che nemmeno sanno usare una la e-mail
e demandano il tutto alla segretaria conosco, purtroppo... persino tra
direttori di giornali, il che è tutto dire...). Però ci sono delle
eccezioni, come il "forum" in cui puoi leggermi (se Elena mi pubblica) su
mlist.it. Il fatto è, anche, che l'informazione ha un valore economico
difficilmente quantificabile il che non solo impedisce che si ripaghino
gli sforzi di chi, come la stessa Elena Antognazza, organizza spazi
virtuali dove scambiarsi opinioni "professionali" su argomenti non ludici,
ma significa anche che se io sono, pongo, un analista finanziario e
posseggo dati allarmanti sul debito di Cirio Finanziaria non li trasmetto
certo su internet "urbis et orbis", me li vendo in una mia newsletter agli
abbonati, oppure la inserisco nel mio report se sono dipendente di una
banca d'affari. Al limite ci faccio un articolo su un giornale
specializzato, ma non la "regalo" a potenziali clienti e, tantomeno, a
potenziali concorrenti.

Insomma, i forum specializzati "aperti" e tanto più "non moderati" non
credo possano affermarsi sul web, sarebbero un controsenso economico
(almeno secondo i criteri dell'economia classica): solo se ragionassimo in
termini di teoria dei giochi potremmo pensare che la condivisione
dell'informazione genera un valore superiore, per chi la condivide, che
l'esclusività del possederne solo un frammento.

Ma forse è proprio questo che manca, non solo su internet, in campo
professionale: nessuno vuole condividere niente con nessuno, salvo che non
ci siano laute "fee" sottoscritte nero su bianco dai
soci/partecipanti/clienti per ricompensare degli sforzi che stanno dietro
ad ogni contributo (in termini di anni di esperienza accumulata, quanto
meno).

Poi forse mi sbaglierò... aspetto commenti e "risposte per le rime" in
modo da ampliare i miei orizzonti... ;-)

Luca M. Spoldi, Cefa*
Socio Amministratore 6 In Rete Consulting
Analisi e consulenza non solo sul web
*Certified european financial analyst
mail to: info@6inrete.it fax: 081.7760889