I servizi on line aiutano a vivere meglio?

Questa sera per la prima volta ho provato a spedire una lettera prioritaria on line cone le Poste Italiane. Costo 0.95 euro, tempo impiegato circa 20 minuti! (tramite connessione non adsl)

Probabilmente avrei fatto prima a stampare la lettera, imbustarla, prendere la macchina, salire al paese più vicino che dista 3 km e andare all'ufficio postale, se non fosse che alle 21.30 l'ufficio in questione è chiuso.

Spedire una lettera tramite il sito delle Poste Italiane è di una complicazione che ha dell'incredibile. Intanto non si capisce perché, una volta entrati e autenticati, per spedire la lettera bisogna ri-autenticarsi, e rimettere dentro tutti i dati della carta, anche se avete una sola carta Postepay.

Per spedire la lettera ci sono voluti almeno dieci passaggi, alcuni dei quali incomprensibili e sconclusionati la cui logica sfugge completamente, e col tasto "conferma" a sinistra invece che a destra come consuetudine consolidata ormai da anni. Prima di spedire si è obbligati a visionare la lettera intitolata LOLrouter (sic!) convertita in pdf, che però deve avere un formato strambo che il pc non riconosce, e per il quale bisogna scegliere a mano il programma con cui aprirlo (nel mio caso Foxit Reader).

E' finita? No, per spedire la lettera è obbligatorio visionare un papiro di svariare pagine di condizioni contrattuali, in cui dovete obtorto collo cedere i vostri dati (per spedire una lettera!).

Superato anche quest'ultimo scoglio, si spera di poter mandare questa benedetta missiva on line ma ecco che, di nuovo, si richiede con cosa si vuole pagare: con la Postepay, che diamine! Troppo comodo! Bisogna reinserire di nuovo i dati! (ebbasta!)

Inserite i dati ed ecco una bella pagina di "errore generico". (?), senza spiegazioni. Si pigia il tasto "torna indietro", l'unico possibile, e non si torna indietro ma daccapo. "Gli è tutto da rifare", direbbe Bartali. Si rifà la trafila ed ecco l'ultima novità finale: al momento di pagare si viene rimbalzati all'estratto conto (?). Presi da smarrimento quasi non si vede il tasto "paga" in fondo al listone movimenti. Ma perché metterlo lì in fondo all'estratto conto? Mistero. Alla fine la lettera parte.
Almeno credo.

Questo è l'esempio delle Poste, ma credo ce ne siano molti altri in cui i servizi on line, che in teoria dovrebbero aiutare a vivere meglio, ad evitare code agli sportelli e perdite di tempo, si rivelano incomprensibilmente complicati, noiosi, fastidiosi e, alla fine, inutili.

E per di più anche costosi. Ma com'è possibile che i servizi automatizzati on line che fanno risparmiare personale e quindi fior di quattrini all'azienda, diventino un ulteriore balzello per l'utente bue?