Il business dell'usabilità

Seguo il ragionamento della Postai.

Nel Febbraio scorso, su webtechniques.com è uscito un bell'articolo di
Dale Dougherty dal titolo emblematico "The invasion of the usability
expert".

Nell'articolo, l'autore sottolinea il pericolo che la progettazione di un
web site possa essere ridotta all'applicazione di una serie di regolette
ben confezionate, in cui tutto è già stabilito e definito e non ci sia più
nulla da inventare o da sperimentare.

Altrettano interessante è notare come in diverse interviste, Mr. Jakob
Nielsen non abbia mai dato risposta a domande che gli chiedevano di
segnalare qualche esempio di sito web che perlomeno avesse qualcosa di
buono. Niente: sempre e solo esempi negativi e catastrofici.

Personalmente credo che l'insistenza sul tema dell'usabilità e il tono
grave e minaccioso usato da parte di molti esperti del settore, in primis
Mr Nielsen e i suoi seguaci, sia per lo più motivato dal fatto che la web
usability sia diventata un vero e proprio business. Naturalmente
favorevole a chi ha facili ricette e schemi pronti da vendere.

Bocciare senza appello qualsiasi cosa appaia dentro un browser web
agitando l'anatema della usabilità, alla fine mi sembra che faccia meglio
alla crescita del business degli esperti di usability, che agli utenti o
ai servizi web stessi.

Parlare di usabilità in modo separato dalle altre attività e strumenti che
si utilizzano nella progettazione di un'applicazione web credo sia molto
fuorviante. In particolare è assurda l'idea che le stesse regolette
possano valere e essere applicate invariabilmente e allo stesso modo su
prodotti web tra loro profondamente diversi, che rispondono a logiche,
mercati e scopi molto differenti. L'utente non è mai così stupido.

L'HCI, da cui deriva l'usabilità, è un mondo che ha che fare con questioni
cognitive, culturali, antropologiche, in cui sono toccati problemi quali i
comportamenti sociali, i modelli mentali e gli scopi dell'artefatto
interattivo, che rimangono molto sopra il livello che la discussione sulla
web usability purtroppo spesso raggiunge.

Gianluca Brugnoli