Il DRM ha senso così com'è gestito?

Ciao mlisters

mi pare che in questa lista non si sia mai parlato di DRM.

Il Digital Rights Management, per chi non lo sapesse, è quella forma di tutela della proprietà intellettuale che permette ad artisti a vario titolo una distribuzione legale di lavori coperti dai diritti d'autore, dove legale io lo interpreto come "pagato" prima ancora che "controllato".

Mi limito all'ambito musicale: su siti tipo Itunes, Deejay Store o Media World cerco nell'archivio il brano o l'album, pago l'acquisto tramite carta di credito o carta prepagata e scarico su pc.

Fin qui tutto bene, se non fosse che il DRM mi concede quasi sempre un numero limitato di copie che posso creare passando la canzone da pc a cd. Alias, non posso fare quante copie voglio per me o per altri per ascolto personale.

E' innegabile che il numero limitato di copie che è possibile creare sia un freno notevole alla pirateria, cosa che tramite i sistemi p2p tipo Napster o Winmx non era fattibile.
Ma mi sfugge una cosa: se compro un cd al "modico" prezzo di 18-20 euro e riverso le tracce su pc va bene e posso fare quante copie voglio, se invece scarico dei brani legalmente, cioè pagandoli, posso creare al massimo n copie (un esempio su tutti: ultimo disco dei Muse, 3 copie masterizzabili su cd al massimo).

Mi chiedo e vi chiedo: dopo che ho pagato un prezzo giudicato congruo sia dall'autore/casa discografica sia da me per acquistare la canzone o l'album, ha veramente senso porre dei vincoli di questo tipo alla diffusione di musica?

Una volta, quando non si potevano gestire in modo digitale le copie creabili da un originale, con gli LP e i primi cd si facevano n cassettine agli amici, cugini, compagni di scuola, ecc... (e qui immagino le lacrime di commozione per il ricordo dei bei tempi andati :-))

E' vero che erano completamente altri tempi, ma ribadisco che se acquisto una canzone al prezzo previsto non l'ho scaricata a scrocco. L'ho comprata e quindi non ho l'accesso al brano ma ho il possesso del brano. Mi pare ci sia una bella differenza...

Altra cosa, che so essere OT ma serve per completare il mio ragionamento: e se anche gli artisti ci rimettono tramite download illegali, si rifanno con gli interessi grazie ai concerti dove il sold out è decisamente frequente. E non i prezzi purtroppo non sono quelli di un cd :-(

E io mi sono limitato a parlare di musica, ma si potrebbe parlare a lungo anche di film e videogiochi...

Direi che il quesito sta tutto nella mia interpretazione del termine "legale"... voi come la vedete?

Cordialmente
Luca Mocchetti