Il flagello dei comunicati stampa

Ciao Elena, ciao lista,
tanto per cambiare mi permetto di dissentire con qualcuno (ch'io stia diventando malmostosa?) in quanto vorrei difendere tutte quelle agenzie di comunicazione che il loro lavoro lo sanno fare e anche bene.
Enrico Bianchessi scrive: "davvero desolante che sia ancora necessario, nell'anno di grazia 2009, che qualcuno (un destinatario della comunicazione di altre aziende) si debba prendere la briga di ricordare l'ABC (forse anche meno dell'ABC) dell'ufficio stampa alle numerose agenzie che operano nel nostro mercato."
A parte qualche rara eccezione, le agenzie di comunicazione che offrono servizi di ufficio stampa sono serie e professionali, il problema è un'altro: le aziende pensano che "per inviare 2 comunicati stampa a 4 giornalisti in croce non c'è bisogno di spende migliaia di euro l'anno, sono in grado anche io di farlo". E poi succedono le cose abominevoli delle quali stiamo ampiamente discutendo.
Ribadisco: piuttosto che comunicare in questo modo, meglio non comunicare.
Comunicare male significa dare una brutta immagine di se al mercato e non solo vanifica il tentativo del momento, ma farà in modo che i nostri destinatari non ci pubblichino mai più.
Aziende: se non avete i soldi da investire in serie attività di ufficio stampa (interno o esterno che sia) rimandate questa attività a tempi nei quali potrete permettervi di considerarlo un investimento e non un costo.
Buona giornata a tutti,
Dott.ssa Mirna Pacchetti
Marketing Manager L'Ippogrifo LAB®
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