Il futuro delle web agency (da Pubblicità Italia NET)

Ciao a tutti, nell’ultimo numero di Pubblicità Italia ed in particolare
nell’inserto NET dello stesso periodico, si fa il punto sull’advertising on
line riportando anche gli interventi di una tavola rotonda alla quale ho
avuto il piacere di partecipare personalmente.

Uno degli argomenti più dibattuti è stato tra l’altro il futuro delle web
agency ed il loro rapporto con i clienti. Un classico, che mi piacerebbe
riproporre alla discussione qui su Mlist.

Dopo sei o sette anni di webmarketing, quali sono i fornitori di servizi
che meglio si sono accreditati agli occhi dei clienti: le generaliste
agenzie di pubblicità (sbarcate su Internet), grazie al legame
preferenziale con il cliente e la gestione della marca, o le specialiste
web agency, grazie alla capacità di integrare competenze e offrire
soluzioni innovative?

Inoltre, un altro argomento interessante è il
destino delle associazioni di categoria nel nostro settore, talvolta usate
dai clienti come strumento oggettivo valutare l’affidabilità delle agenzie
insieme alla loro tradizionale reputazione sul mercato. E aggiungo, esiste
oggi, in Italia, una consapevolezza, tra i clienti, delle agenzie più
conosciute e dei parametri utili per giudicarne la qualità del lavoro,
così come avviene, almeno nella comunicazione, tra i fornitori off line
oppure regna sovrano il passaparola o le legge “del cugino”?

In gennaio ho condotto una survey, invitando anche i membri di questa
community, per misurare i livello di awarenss delle agenzie in Italia.

Posso dirvi che il quadro che ne emerge è di una generale assenza di
awareness condivisa, tranne qualche eccezione delle agenzie più grandi (ma
si contano sulle dita di una mano), soprattutto tra coloro che si sono
dichiarati di appartenere alla categoria dei clienti.

Che ne pensate?

Marco Mazzini
www.adacto.it