Il paese delle suonerie

Imprevisto siparietto polemico al normalmente noioso «Porta a Porta» di
Vespa (22/03/2005). Tema: «uso e abuso del telefonino». In collegamento
esterno, Tronchetti Provera faceva il previsto peana aziendale
magnificando le imprese del monopolista telefonico. Ospite in studio il
mite Boselli che, pur con qualche salamelecco di troppo, contestava a
Tronchetti le alte tariffe di Telecom Italia rispetto ad altri paesi, con
particolare riferimento all'ADSL.

Visibilmente seccato per l'imprevisto attacco, Tronchetti ribatteva
snocciolando cifre a capocchia sull'equità delle tariffe in ambito europeo
e sulla grande offerta di servizi all'avanguardia, con la possibilità di
scaricare musica, film (maddeché) e citando più volte le «suonerie» (sic!).

Boselli però, non pago, tirava fuori un foglio citando le cifre di «Alice
Adsl», che Telecom Italia offre in Francia a circa la metà del prezzo che
pratica in Italia. Colto di sorpresa, Provera si arrampicava abilmente
sugli specchi dicendo con sicumera che, aggiungendo il canone di France
Telecom (?) e comparando la banda (?), i prezzi sono del tutto simili.
Ovviamente nessuno è stato in grado di ribattere a tali panzane.

In soccorso di Provera accorreva l'ineffabile ministro Gasparri, che
magnificava, anche lui, le trionfali sorti della telefonia italiana,
l'introduzione della concorrenza nel mercato (sic!) e il generale
abbassamento dei prezzi.

Peccato che a nessuno dei presenti sia venuto in mente di contestare al
ministro e a Provera la fresca condanna per
«abuso di posizione dominante», da parte dell'Antitrust, proprio di
Telecom Italia, con tanto di mega multa di 152 milioni di euro.
«Violazioni molto gravi delle norme a tutela della concorrenza» diceva
l'istruttoria «violazioni peraltro poste in essere da un operatore su cui
grava una speciale responsabilità in funzione della sua dominanza".

Ma, di tutto questo, i telespettatori di «Porta a Porta» non hanno saputo
nulla. Tronchetti Provera ha avuto, come si conviene, l'ultima parola.
Così va l'informazione in Italia.

Ma il problema più generale delle alte tariffe italiane è confermato,
ancora una volta, da una notiziola apparentemente insignificante: e cioè
che «Virgin» ha deciso di lanciare una radio gratuita via UMTS in
Inghilterra, India, Thailandia, Singapore e Cina. Bellissimo, si dirà, e a
noi? Qualcuno però ha provato a fare due conti su quanto costerebbe in
Italia la sola connessione:

Un'ora di trasmissione "peserebbe" all'incirca 7MB, quindi
7168KB: con le attuali tariffe a consumo avremmo i seguenti costi orari:

Tim:

  • tariffa a traffico (0,006euro/KB)
  • 7168 * 0,006 = 43,008 euro l'ora

    Tre:

  • tariffa a traffico (0,004euro/KB)
  • 7168 * 0,004 = 28,672 euro

    Vodafone:

  • tariffa a tempo (1,9 euro ogni 15 minuti)
  • 4 * 1,9 = 7,600 euro

  • tariffa a traffico (0,006euro/KB)
  • 7168 * 0,006 = 43,008 euro

    Wind:

  • tariffa a traffico (0,003euro/KB)
  • 7168 * 0,003 = 21,504 euro

    Come si vede prezzi a dir poco spaventosi (43 euro l'ora!), e non si
    capisce chi potrebbe permettersi un simile lusso.

    La domanda che sorge spontanea però è un'altra: ma quanto costa UMTS in
    Inghilterra, India, Thailandia, Singapore e Cina? Possibile che l'Italia,
    la «patria dei telefonini», sia solo il paese dei dialer e delle suonerie?