il paradosso di Internet (oh, no... un altro?)

Ciao Lista,

dovevo per forza staccare questo post dal precedente. Per fortuna le mail
non si pagano a quantita' (spesso nemmeno a qualita', ma questa e'
un'altra storia...:-), e fare ordine fra gli argomenti fa sempre bene.

Okay, si parlava di paradossi di Internet. Ad occhio e croce al volo me ne
vengono in mente piu' di uno, ma poiche' non voglio fare il solito
esagerato spero di spiegarne uno e di stimolarvi ad una chiacchierata
accademica (ma neanche tanto) alla quale mi auguro di partecipare senza
latitanze.

Partiamo dalla conclusione. Il paradosso e':
"far bene internet puo' far male ad internet".

Direte voi che e' forse le ore passate dal sottoscritto davanti al pc
hanno passato la misura e che e' arrivato il momento di prendersi una
pausa feriale. Puo' darsi, ma provate per un attimo a seguire il
ragionamento.

Sappiamo che Internet e' uno strumento di comunicazione rivoluzionario
perche':

  • e' interattivo
  • e' veloce
  • e' globale
  • Giusto? Giusto.

    Bene, cio' significa che con Internet i processi di raccolta e
    distribuzione delle informazioni sono piu' veloci, meno costose, piu'
    "globali".
    Giusto? Giusto.

    In altre parole, grazie ad Internet, sarebbe possibile raccogliere le
    informazioni su vari siti che vendono un prodotto e compararli per
    stabilire chi lo vende a meno.
    Giusto? No, sbagliato per l'uso del condizionale. Non "sarebbe" possibile,
    ma "e'" possibile, visto che di iniziative del genere gia' se ne vedono
    parecchie in giro (www.kelkoo.com ad esempio).

    Okay. Bello. Bellissimo. Pero' mi sorgono un po' di dubbi. Ad esempio:

    1) se grazie alla potenza di internet io posso sapere tutti quelli che
    vendono un preciso modello di telefonino e compararli fra di loro in
    termini di costo (e servizio), per quale diavolo di motivo dovrei
    scegliere di acquistarlo dal secondo della lista?

    2) se tutti ragionassero come me (e non vedo perche' non dovrebbero, se
    hanno le informazioni in loro possesso) questo significherebbe che tutti
    comprerebbero dal primo della lista, producendo due risultati:

    a - il primo della lista entra in crisi per sovrannumero di ordini (ha di
    colpo preso il 100% del mercato di quel prodotto)
    b - tutti gli altri non vendono piu' nulla

    Se ci aggiungiamo il fatto che internet e' un settore senza molta storia
    nel controllo dei processi e che non meraviglia piu' nessuno la notizia di
    e-shop con migliaia di ordini che falliscono comunque, il rischio che "il
    primo della lista" sia anche uno che non si e' fatto bene i conti e'
    elevatissimo. In altre parole anche con il 100% del mercato e il prezzo
    piu' basso fallirebbe comunque.

    Perche' tutto questo non succede?

    Beh, probabilmente perche' la libera circolazione di tutte le informazioni
    e' solo un principio della rete, e che per nostra fortuna forse non e'
    ancora pienamente applicato. In altre parole non tutti fanno paragoni fra
    i siti, non tutti sanno fare un elenco esaustivo delle convenienze fra i
    primi e i secondi e cosi' via. Insomma non tutti usano Internet per quello
    che puo' dare. Ma tutti riconosciamo il fatto che "potenzialmente" e'
    cosi'.

    Se internet funzionasse cosi' come strutturalmente e' capace di fare,
    avremmo dei nuovi nodi da sciogliere per evitare di paralizzare l'economia.
    E' un po' come esplodere verso l'infinito quella paura della disparita'
    fra i sistemi economici dei vari Paesi e del diverso peso nello scenario
    di una competitivita' globale.

    Bene, la "frase paradosso" e' indubbiamente un'estremizzazione, ma vi
    avevo anticipato che la riflessione e' al momento puramente accademica. Mi
    ricorda l'universo Aristotelico, che in prossimita' dell'infinito annulla
    se stesso.

    Allo stesso modo, se tutti avessero pieno accesso alle informazioni per
    mettere in ordine i loro fornitori, eliminando la componente emotiva
    personale non ci sarebbe spazio per i secondi.

    Alcune valvole di salvezza sono:

    1) il fatto che una cosa e' la teoria e un'altra e' la pratica. Per
    fortuna non tutti accedono alle informazioni con la stessa semplicita' e
    oggi la vera differenza si misura nella capacita' di acquisire proprio le
    informazioni

    2) imparare che indicare un prezzo non basta. Una delle regole della buona
    etichetta nell'e-commerce dovra' prevedere anche i tempi di consegna; non
    inventati o orientativi, ma impostati dinamicamente sulla base degli
    ordini in esecuzione. All'aumentare degli ordini ricevuti dovrebbe seguire
    un aumento dei tempi di produzione o consegna (facendo diminuire
    l'appetibilita' reale dell'offerta). In questo modo dovrebbe eliminarsi
    quello che definisco "effetto natale" (proprio perche' a quanto pare molti
    e-store vanno in crisi sotto natale perche' non sono pronti all'aumento
    del numero di ordini, facendo slittare i tempi e rendendo inappetibile
    l'offerta).

    3) il fatto che internet semplifica e velocizza la diffusione delle
    informazioni, ma che il concetto di informazione non e' statico ma
    dinamico.

    In altre parole quando qualcuno raccogliera' l'elenco dei siti essi
    potrebbero nel frattempo essere gia' cambiati, con buona pace
    dell'affidabilita' reale degli stessi.

    Come al solito mi sono dilungato. Accidenti (ma sarebbe stato difficile
    farsi capire con un post piu' breve - ammesso che ci sia riuscito :-)

    Buon Lavoro
    Piero


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