Il Pinguino De Longhi perde le staffe

Nella battaglia quotidiana del consumatore contro l'ottusità, stavolta
tocca a De Longhi :) Come molti sapranno si tratta di una notissima
azienda italiana specializzata in condizionatori.

Causa l'ondata di caldo africano, mi sono deciso a comprare, tramite il negozio Elettrocasa di Trento, uno dei loro "Pinguini" - il Pac 50 - il "climatizzatore portatile n. 1 al mondo", così almeno dicono sul loro sito e negli spot. L'ho pagato 830 euro consegna compresa.

Il commesso che porta a casa il condizionatore arriva
da solo e io sto al terzo piano, senza ascensore. Col carrellino, facendo
uno scalino alla volta e
all'indietro, ci metterebbe mezza giornata a salire
perché il Pinguino in realtà pesa come un elefante.
Poco male lo aiuto io, che per fortuna sono ancora
giovane e aitante :) Ma se ero anziano e col mal di
schiena? O cardiopatico? Vabbé.

Raggiunto faticosamente il terzo piano, mettiamo in
opera il condizionatore con la fronte imperlata di
sudore, ancora boccheggianti per lo sforzo.
Nell'imballo scopro con disappunto che manca il manuale
di istruzioni in italiano (che per un prodotto italiano
è il massimo!). C'è solo uno smilzo depliant di poche paginette in bianco
e nero, in inglese. Ancora poco
male, il funzionamento è abbastanza semplice, il
commesso del negozio è gentile e mi spiega le varie funzioni.

Primo intoppo: il condizionatore è di quelli con il
tubo che va infilato tra i due battenti di una finestra socchiusa. Il
commesso con fare incerto cerca di
sostenere il tubo legandolo con l'apposita cordicella
munita di due ventose da applicare sul vetro. Il tubo
però pesa troppo e le ventose si staccano. Il commesso capisce che
qualcosa non quadra e sfoglia lo
striminzito manuale, mentre io rovisto nell'imballo.

Da una scatola saltano fuori due specie di STAFFE, o montanti di plastica
lunghi 58 cm e larghi 10, che
scorrono infilati uno nell'altro, con un "galletto" in metallo per
bloccarne lo scorrimento. Uno dei montanti
ha, con tutta evidenza, il foro per accogliere il tubo.

Resta da capire il funzionamento dei due montanti scorrevoli. Il commesso
guarda questi oggetti
rigirandoli tra le mani con lo stupore di chi avesse
trovato dei meteoriti. "Mai visti in vita mia" dice candidamente. Non è
colpa sua ovviamente: ammette che,
di norma, non consegna condizionatori.

Cerchiamo, in due, di capire come funzionano. I
raccordi del tubo (sic!) sono chiari: uno a baionetta nell'apparecchio,
l'altro a incastro nel montantino di plastica. Ma il montante col tubo
come va applicato
alla finestra? Solo appoggiato ai battenti? Mah.

Trafficando un po' scopro che le ventose non servono a sostenere il tubo,
come pensava il commesso, ma a
tenere i battenti accostati. Il montante però non sta
in posizione, perché il peso del tubo lo trascina a
terra. I due montanti non sembrano avere una logica:
se lo scopo è quello di chiudere il
pertugio in altezza tra i due battenti della finestra, questi sono troppo
corti giacché l'altezza della
finestra in questione è di 155 cm. Rimane insomma un "buco" di quasi mezzo
metro, col rischio che l'aria bollente espulsa all'esterno rientri
nell'ambiente.

Controlliamo sul libretto istruzioni: nulla di nulla, i montanti non ci
sono. Risfogliamo ma niente, neanche un disegno. Vabbè, mi dico, ci
studierò sopra. Congedo il commesso e arrivederci.

Nei giorni seguenti, nonostante gli scervellamenti e i consulti in
famiglia, il funzionamento dei due montanti resta un mistero. Telefono
alla De Longhi.

Risponde rapidamente (alleluja!) una tizia: cerco di descrivere gli
aggeggi, ma mi rendo ben presto conto
che dall'altra parte ne sanno quanto me. "Montanti?
Ohibò. Mai sentito parlare, aspetti che controllo su internet" mi dice.
"ma dove, sul sito?" rispondo "guardi
che ho già controllato, non c'è niente".

"Ma io ho l'esploso!" risponde con fierezza. Vabbè, mi
dico, vediamo con 'sto esploso. Dopo vari minuti di ravanamento si
arrende: "Effettivamente non c'è nulla,
che strano". Si fa ripetere il modello e mi chiede se
sono sicuro di questi pezzi, come se fossi uno scemo
che se li inventa. Quindi mi liquida dandomi l'indirizzo del loro
installatore a Trento: "Provi a chiedere a lui" e tanti saluti.

Non mi do per vinto. Mi pare assurdo che la casa
produttrice non sappia nulla degli accessori forniti
con i SUOI apparecchi. Dopo lunghe congetture sull'uso
delle due staffe misteriose, sono addivenuto alla conclusione che
probabilmente manca un pezzo, un terzo montante che permetta di chiudere
interamente la luce
della finestra.

Telefono a Elettrocasa: almeno loro sanno di cosa
parlo. Ignorano tuttavia totalmente l'utilizzo dei
montanti in questione. Addirittura gliene sono rimasti
due in negozio, lasciati là da un cliente che non
sapeva che farsene. "Se vuole glieli regalo" dice il commesso "tanto li
avrei buttati via". Poi, tagliando
corto, dice "Provi a telefonare alla De Longhi".

Torno sul sito e, il 20 giugno, scrivo una mail, dove
cerco di spiegare l'accaduto. Dopo quasi un mese di silenzio, cioè il 15
luglio, ecco la risposta.
Questa:


Gentile cliente,
i climarizzatori portatili monoblocco non hanno
montanti in dotazione, solo una flangia con tappo per
forare il vetro e due ventose per tenere socchiusa la finestra, il tubo si
incastra nel climatizzatore
inserendo e ruotando, pertanto non riesco a capire di
cosa stia partlando. Solo i condizionatori split sono
dotati di staffe per installare al muro all'esterno lo split. Non
riuscendo pertanto a capire di cosa stia parlando, la invitiamo a
rivolgersi ad un nostro CAT autorizzato. Le allego di seguito il file
dell'elenco
dei CENTRI ASSISTENZA TECNICA autorizzati.

Distinti Saluti
Contact Service Dè Longhi
N.Verde 800-854040


Accluso al messaggio, un file in formato excel di 108 k con 400 indirizzi
dei centri in tutta Italia, NON ordinati per città. Domanda: e se uno non
avesse Excel?

Per farla breve, NON ho telefonato al centro assistenza tecnica
autorizzato, ma ho scritto questa lunga (e
spero non troppo noiosa) mail a Mlist. Forse chiamerò.
Intanto mi sono industriato per conto mio, senza
telefonare a destra e a sinistra a gente che non sa di
cosa parlo e che non vede l'ora di scaricarmi.

Però non trovo giusto questo atteggiamento da
parte di un'azienda blasonata come De Longhi, nè di
tante altre: una volta venduto l'apparecchio, che i
clienti s'attacchino!

Una pratica comune in Italia, purtroppo.
Ma perché il cliente dovrebbe sbattersi, telefonando a destra e sinistra,
spendendo tempo e altro denaro, per risolvere un problema non suo? Cioè
dopo che è diventato "suo" perché l'azienda gliel'ha mollato sul gobbo?

Questo scaricabarile per togliersi di torno il cliente importuno
(lasciateci lavorare) lo trovo veramente fastidioso, anzi inaccettabile.
Anche duro a morire. E
poi: quasi UN MESE per rispondere a un'email scritta all'assistenza
tecnica! E meno male che l'apparecchio, montanti a parte, funzionava!

Dulcis in fundo: non è incredibile che la casa
produttrice ignori l'esistenza degli accessori forniti
con i suoi stessi apparecchi?