Il resto per l'Altro - progetto aperto di fund dropping

Cari Elena e Mlisters,

insegna un grande Maestro della tradizione chassidica che “il vero
pericolo sta nel successo perché ti costringe ad essere quel 'di più' che
il successo stesso ha reso possibile”.

Per noi di MList ciò significa che avendo vinto non possiamo avere altro
obiettivo se non quello di vincere ancora.

Si procede lungo il sentiero di questo imperativo categorico soltanto con
un progetto di vasta portata che dia concretezza all’intelligenza
collettiva che anima la lista, e ne imponga un’evoluzione in senso
progettuale, analitico e propositivo.

Il progetto attorno cui articolare una trasformazione in grado di
assicurarci un vantaggio competitivo inattaccabile a livello europeo -
dobbiamo rivincere ancora ed ancora – deve essere in grado di mettere a
frutto gli straordinari sviluppi della ITC (e non soltanto di parlarne).

All’indirizzo www.valxer.it/andreoli propongo un progetto con queste
caratteristiche. Rappresenta l’incrocio dei miei interessi: rete e
solidarietà.

Il nome del progetto è Fund Dropping ad indicare l’idea operativa di
utilizzare la ITC per drenare valore dai meccanismi sempre più efficienti
dell’economia interconnessa. L'idea etica, la spinta morale, è quella di
utilizzare parte degli incrementi di produttività per finanziare il
no-profit (invece che la riduzione dei prezzi e/o l’aumento del saggio di
profitto e/o la sofisticazione senza senso dei consumi).

La sostanza tecnica del progetto è raccogliere il ‘grasso che cola’ dai
meccanismi di circolazione della moneta elettronica ovvero, per usare una
metafora industriale, valorizzare gli sfridi della circolazione monetaria,
approssimando per eccesso i centesimi di Euro di ogni transazione monetica
(e non), trasferendoli poi a costi irrisori su un conto generale.

Dal punto di vista mitologico l’idea è la messa a sistema del trucco
inventato più di 15 anni addietro da un programmatore della borsa di New
York che si faceva accreditare i centesimi di dollaro di ogni transazione
sul proprio conto in Svizzera. Quando lo beccarono era già diventato
abbastanza ricco da sopportare con calma i due anni di prigione a cui fu
condannato.

Dal punto di vista sociologico il progetto – che ha il nome commerciale di
‘Il resto per l’Altro’ – è coerente con i comportamenti degli italiani
ovvero degli abitanti del primo paese al mondo nelle adozioni a distanza,
e di cui il 73% vorrebbe avere più tempo libero da dedicare agli altri.
Italiani brava gente, lo si sa.

Dal punto di vista filosofico gli autori di riferimento sono Popper, Levy
e Levinas. Di quest’ultimo, che ha eletto la morale a filosofia, segnalo
soltanto un titolo: Dall’Altro all’io. (Per gli appassionati della materia
possiamo aprire un thread specifico.)

Il resto per l’Altro (è maiuscolo per note ragioni bibliche) richiede la
tessitura di molti saperi, abilità e conoscenze. La metodologia di questa
composizione è da definire: si tratta del gesto, inaudito, di esprimere
l’intelligenza progettuale collettiva, di darle una forma valutabile in
termini economici, di imprimerle una possibilità tecnica nella certezza
della sua attualità etica.

Attendiamo il contributo di tutti anche per lo sviluppo della metodologia
di questo esperimento di progettazione condivisa su larga scala.

Nel sito trovate una prima strutturazione che, spero, saremo in grado di
arricchire.

Come dice la saggezza Zen: pensare con la testa nelle nuvole e camminare
con i piedi per terra.

Enrico Andreoli