Imprenditore kamikaze

Ciao a tutti,

mi ritrovo in una situazione piuttosto curiosa e che non immaginavo di
poter trovare sul mercato.

Sono consulente commerciale presso una società di informatica, il cui
titolare si comporta in modo decisamente bizzarro.

Tralascio la storia e mi focalizzo su alcuni aspetti:

  • i sei commerciali che formano la squadra vendite da gennaio 2004 invece
  • di fatturare il 1.250.000 euro previsto dal loro obiettivo semestrale a
    inizio anno, hanno fatturato solo 236.000 euro. In questo caso il
    titolare continua a trattarli con i guanti bianchi e inoltre mi dice
    chedevo essere particolarmente gentile con loro

  • i sei commerciali hanno benefits aziedali quali: rimborso carburante
  • pari al doppio della tariffa aci, 45 euro per la cena, e oltre i 130 km
    da torino vanno a dormire in alberghi 4 stelle, ciò vale anche se il
    commerciale deve andare a trovare un cliente a bergamo. In questo caso il
    titolare dice che non è possibile ritoccare alcuna tariffa in quanto sono
    dei benefits acquisiti.

  • uno dei sei commerciali, che non ha raggiunto l'obiettivo previsto, non
  • ha contattato Unilever di Roma (segnalata dal mareting), dopo 4 mesi
    dalla segnalazione a seguito di un controllo unilever ha affermato di
    avere scelto un prodotto della concorrenza. il titolare ha giustificato
    il commerciale dicendo che poi roma era troppo lontana e che il
    commerciale aveva fatto bene.

    Questi sono solo gli esempi degli ultimi giorni.
    Ho proposto al titolare alcuni correttivi: licenziare il commerciale che
    ha prodotto 0 da 8 mesi (ha 60 anni, 30 anni di esperienza in informatica
    prende 2000 euro netti al mese + affitto della sede di milano solo per
    lui pari a 1.500 euro mese + rimborsi spese di cui sopra), riunioni
    commerciali settimanali er verificae l'andamento del lavoro, condivisione
    dei risultati economici per respnsabilizzare le persone sul
    raggiungimento degli obiettivi, supporto telemarketing, controllo delle
    loro attività, riduzione dei rimborsi

    Alcuna di queste soluzioni è stata presa in considerazione. Cosa si fa in
    questo caso? si continua a fornire consulenze spremendo il limone? si
    continua a rompere le scatole finchè il titolare si rende conto della
    situazione? e visti i risultati economici ottenuti (dimenticavo che è
    un'azienda con 35 persone!) rischia il fallimento, conviene continuare a
    fornire consulenza con il rischio di legare il mio nome al fallimento di
    una società?

    Come dice il mo socio, meno male che esistono persone così perchè
    altrimenti non avrebbe senso il nostro lavoro. Ma lavorar significa anche
    vedere dei risultati, ma se la consulenza viene disattesa come ci si
    comporta?

    Dimenticavo, venerdi mi ha detto che non voleva le brutte notizie ma solo
    delle persone ottimiste... credo che un clown costi meno...

    Scusate lo sfogo ma sono decisamente perlessa, nella mia testa ha sempre
    funzionato che le società sono votate al profitto e non alla distruzione.

    Chiedo a voi che siete consulenti da anni un conforto, vi siete mai
    ritrovati in una situazione simile?

    grazie
    Marina Ciccarelli