Incompetenza: consigli su modello di business

Salve, sono rimasto colpito dalla email del Dr Lasala sulla incompetenza
aziendale...

ho una questione da porvi riguardo l'azienda dove lavoro, credo sia
una questione di modello di business, spero mi direte voi...

Lavoro in una grande azienda (grande solo per le dimensioni elefantiache)
che produce soluzioni informatiche per le aziende, non posso farne
nome per ovvi motivi; posso solo dire che e` collocata in un puntino del
sud italia...

Nella ns sede funziona cosi`: chi sviluppa software non ha un diretto
superiore a cui rispondere, ma fa parte di una massa di forza lavoro a
disposizione di chi, collocato da un certo liv.contrattuale in poi,
ritiene opportuno mettere nei propri progetti;

periodicamente ciascuno di noi "merdacce" deve dichiarare all'azienda
il tempo dedicato a vari progetti, come tutti, ma come e` evidente, non
e` responsabile almeno direttamente della "propria" allocazione;

NB si parla di lavoratori a tempo indeterminato e CFL, non "liberi
consulenti" ne` di subappaltini ad aziendine di pseudoconsulenza

per ogni progetto il capo di turno decide di prendere X persone
dalla massa delle merdacce, che baciati dalla fortuna possono
dichiarare di aver prodotto un profitto per l'azienda;

i managerini ricevono delle commissioni in proporzione al guadagno
della azienda, che ovviamente diminuisce all'aumentare del costo
sostenuto dall'azienda proporzionale ai giorni uomo richiesti...

accade cosi` che in fase di valutazione periodica vengono stilati dei
"segreti" indici di produttivita` che sono in sostanza il rapporto
tra ore dedicate a progetti "chargeable" (cioe` pagati da
clienti) rispetto al totale delle ore pagate in totale dalla
azienda; tali indici determina l'ammontare dell'aumento di
stipendio e l'avanzamento di carriera...

inoltre il manager e` spinto a sfruttare le persone in modo da farle fare
straordinario non pagato o far dichiarare che lavorano su self training,
per non parlare poi del fatto che riguardo le stime dei giorni/uomo
-poiche` si traducono in un costo effettivo primariamente per il
responsabile del progetto e poi in seconda battuta per l'azienda-
vengano ritenuti sufficienti MOLTI MENO giorni/uomo di quelli
necessari;

il risultato e` che chi sviluppa viene "valutato" con bassi indici di
produttivita` dei quali non e` responsabile, mentre il manager ha
pressoche` la liberta` piu` completa di dichiarare che X ha lavorato 100
su di un progetto anziche`
150...

inoltre per diminuire i costi sostenuti dalla azienda per questo o
quel progetto vengono paradossalmente scelte le persone che hanno un
costo inferiore giornaliero, cioe` neolaureati, neoassunti, CFL,
quelli che cioe`hanno meno esperienza...

ma, io vorrei sapere, ma e` solo l'azienda in cui lavoro che funziona
cosi` o e` prerogativa di molte?

Le aziende in cui ho lavorato prima erano differenti, ma troppo
piccole per poter fare un confronto equo...

Questo sistema non e` il peggiore per valutare l'impegno richiesto
dalla azienda per risolvere le soluzioni dei clienti?

Visto che non posso scegliere tempi e modi di allocazione dei
progetti, non sarebbe giusto che del mio mancato utilizzo
rispondesse in prima persona un qualche diretto superiore?

saluti a tutti

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