Infomediazione & dintorni.

Un saluto a tutta la mlist.

Siccome è la prima volta che intervengo, vorrei proporre un argomento di
dibattito che spero vi possa interessare: l'Infomediazione.

A tal fine riporto un mio articolo scritto per una newsletter di settore.

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GLI INFOMEDIARI: COME FARE BUSINESS ON-LINE TUTELANDO I CONSUMATORI

Ogni azienda vuole conoscere meglio i suoi clienti e le tecnologie
digitali danno modo di reperire info profilate sugli utenti (circa le
preferenze, le abitudini d'acquisto, gli interessi etc) di modo che si
possano progettare e realizzare prodotti e servizi migliori, più adatti,
soddisfacenti, accessibili e di qualità superiore. Al tempo stesso una
raccolta
indiscriminata di "profili" fa sorgere timori ai fini della tutela della
privacy e i consumatori possono vedere (come accade già d'ora) questa
pratica con diffidenza perchè potenzialmente foriera di fenomeni di
spamming o di appropriazione indebita di dati sensibili per scopi
economici.

Infatti una recente indagine di Forrester Research ha dimostrato che la
tutela dei dati personali è uno dei principali motivi di freno
all'acquisto on line. Il 27% degli introiti previsti per il 2001
potrebbero, infatti, saltare proprio per questa ragione. Il 37% degli
utenti intervistati ha affermato che sarebbe disposto a comprare di più on
line se avesse assicurazioni sulla privacy. Il 34% di coloro che non
acquistano nel cyberspazio, invece, cambierebbe abitudine se avesse
maggiori garanzie. Più della metà degli utenti è comunque estremamente
preoccupata per la privacy e il 54% delle persone ritiene che il governo
dovrebbe regolamentare meglio questa materia. Soltanto il 6% ha affermato
che i benefici tratti dal fornire i propri dati personali siano più
importanti delle preoccupazioni legate alla privacy

Tuttaviale tecnologie digitali d'altra parte consentono agli
utenti-consumatori di raccogliere informazioni su se stessi e di negarne
l'accesso ad altri. Ecco allora profilarsi un conflitto che può essere
risolto da una nuova figura, l'infomediario o "intermediario
dell'informazione". Tale figura accorpa un ruolo strategico e altamente
delicato, visto che deve aiutare i consumatori a raccogliere, elaborare e
proteggere le informazioni che loro stessi danno on-line, cercando di
trarne il maggior valore economico possibile.

Un classico esempio di infomediazione potrebbe essere studiato in seno
alle community quali Atlantide, Lycos, Clarence, SuperEva; infatti dato
l'alto numero di utenti registrati e profilati, si potrebbe costituire in
seno alle stesse un apposito team che funga da filtro mediando tra le
esigenze e comportamenti d'acquisto degli abitanti-utenti e le offerte
on-line inoltrate dal marketing delle imprese.

Operativamente si potrebbe partire dai siti che presentano il ranking
on-line di prodotti-servizi, una volta che l'infomediario ha una apposita
delega da parte del consumatore, conoscendone i profili di acquisto,
potrebbe presentare all'utente quel pacchetto di offerte a lui
vantaggiose, senza diffondere alcun dato sensibile o facendolo solo
dietro esplicita autorizzazione di modo che sia possibile monetarizzare il
valore aggiunto dei dati ceduti. Ovviamente la monetarizzazione potrebbe
consistere anche in appositi benefits del tipo: sconti su prodotti, su
pacchetti viaggio, o l'offerta gratuita di appositi servizi on-line quali
l'accesso gratuito a tempo su servizi di sms, ricarica on--line del
traffico telefonico, invio gratuito di news profilate via sms, concessione
di apposite tariffe flat o adsl scontate, accesso scontato a appositi
contenuti on-line.

E' in tale contesto che si stanno già sviluppando le condizioni economiche
e le dinamiche competitive a cui gli infomediari dovranno saper dare
valide risposte dando la possibilità ai consumatori di poter consentire
l'accesso alle informazioni solo e quando potranno trarne un giustificato
profitto personale.

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Emanuel Benedetti
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e31lu71b@spm.it

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