Internet Expo

Ciao Elena, ciao Lista.

Oggi, Venerdì 26 gennaio 2001, voglio comunicare alla Lista una mia
disavventura. Vedremo se susciterà in voi le stesse reazioni che ho avuto
io. Il responsabile di una azienda mi ha dato appuntamento per ieri, 25,
alle 15, presso il suo box all'interno di Internet Expo. Mi occupo (tra le
altre cose) anche di una testata economica, per cui ho pensato di unire le
utilità: rappresentare la testata e far visita al cliente. Ci sono andato.

La reception è al secondo piano. Mi sono avvicinato al banco di
registrazione stampa e ho chiesto di accreditare la testata. Ho
specificato di non essere un giornalista, ma faccio questo lavoro da
trent'anni e nessuna organizzazione respinge un giornale, perché parlerà
della manifestazione. E' capitato che mi abbiano chiesto di pagare il
biglietto anche accreditando la testata, cosa più che lecita, cui ho
aderito, ma è successo veramente in pochissime occasioni. Preciso per chi
non lo sa, l'accreditamento da l'accesso alla sala stampa e alla
documentazione predisposta per la stessa, così che in redazione possano
avere ed elaborare per la pubblicazione. Gli uffici stampa inseguono le
testate per questo. La signorina, non essendo io giornalista e non avendo
istruzioni sul da farsi, chiede alla "capa", che le dice (primo punto) :
"E cosa vuole questo dalla mia vita?". Mi sono allontanato e sono andato
direttamente alla cassa. Lì assisto inorridito (secondo e gravissimo
punto) alla registrazione dei dati dei visitatori prima del rilascio del
biglietto. Al mio turno chiedo un biglietto (20.000) mi viene chiesto di
compilare un form con i miei dati. Ancora un pò e volevano il numero di
collo. Protesto dicendo che se devo pagare il biglietto non sono obbligato
a lasciare alcun dato. Mi rispondono che loro hanno questi ordini e devono
attenervisi. Faccio presente che quel comportamento è illegale e mi dicono
che senza almeno nome cognome e azienda non possono darmi la tessera,
perchè il computer non la emette. Rispondo che io voglio solo il
biglietto. Mi dicono :" Non possiamo darle il biglietto se non compila la
registrazione".

L'ora del mio appuntamento si avvicina e io sono paranoico
della puntualità, mi vedo già deriso e frustato in pubblico per aver
tardato, per cui, pur continuando a protestare sulla illegalità accetto di
scrivere nome cognome e ditta. Mi danno prima la tessera e dopo il
biglietto! Mi allontano, sul percorso incontro la signora cafona e le
comunico che io dalla sua vita non voglio nulla. Passo dall'ingresso e
sapete cosa fanno ? Guardano, sì, il biglietto, ma vogliono la tessera e
la FORANO con un punzone ! Non me ne ero accorto, ma non è magnetica, cosa
che ai miei occhi avrebbe in parte giustificato la giustificazione del
computer, mi hanno solo preso in giro!

Visto il cliente, passo da Elena e
chiacchiero amabilmente delle mie frustrazioni pubbliche e aspirazioni
private, poi più sereno parto alla ricerca del responsabile dell'ufficio
stampa. Lo trovo al suo posto, simpatico, competente appena sente il mio
racconto si mette le mani nei capelli e si lancia in scuse. Si offre
anche, precisando che non vuole "comprarmi" con quello, di rimborsarmi,
cosa che rifiuto, ovviamente. Gli ho detto che mi sarei informato sul come
posso denunciare quella raccolta di dati al Garante. Cosa ne dite? Ora, io
non voglio avviare una causa legale, ma c'è un modo per denunciare
questo comportamento ? Io lo trovo realmente banditesco.

Che la Lista sia con Voi.
Riccardo Garavaglia
Partner ADeCOMM srl