Internet, i poteri e la passione

Buongiorno a tutti i partecipanti alla lista.

Due note prima della glossa...al glossatore Garavaglia di cui mi sono
piaciute molto alcune considerazioni.

Ma dicevo le note:

1. la lista fa bene alla salute nel senso che mi scopro a consultarla in
quelle che erano prima "pause caffé". Ora quindi assimilo meno caffeina
anche grazie al pretesto della consultazione dei nuovi arrivi o dei
commenti precedentemente archiviati. Poi dicono che internet non fa bene
:);

2. mi sono permesso di "recensire" il sito di Mlist presso Ciao.com,
realtà sulla quale vorrei esprimere in altra sede qualche considerazione
costruttiva.

Spero la pubblichino perché mancava la categoria (Marketing, web
marketing, mailing list o similari) e ho dovuto quindi sottoporla
all'attenzione della redazione.

Riccardo Garavaglia dice:

I mezzi di informazione sono parte di un SISTEMA (che io ho contribuito
a creare da ormai trent'anni, sia chiaro, non lo respingo) che

non prevede l'interattività, a meno che non resti confinata in ambiti

piccoli, in

nicchie.

Trovo che questa precisazione sia doverosa e giunge a ricordare ciò di cui
anch'io spesso vado dimentico: la condivisione di un dominio di conoscenze
storiche, economiche e sociologiche (data la primaria funzione dei sistemi
di cui trattuamo) che "potrebbero" sfuggire per formazione ad alcuni dei
partecipanti (La mia affermazione non si basa su alcuna verifica, e
qualora avessi offeso inavvertitamente qualcuno, me ne scuso).

Mi ricordo che quando quindici anni fa cominciai i corsi universitari di
Roberto Grandi a Bologna uno degli "assunti" storici propedeutici alle
analisi dei meccanismi produttivi dei mass media fu addirittura la
"scioccante" (pee me e per il 1985, quando Canale 5 trasmetteva da soli
cinque anni, se non erro)rivelazione dell'agenda setting dell'informazione
giornalistica di ispirazione anglosassone, prodotta da un sistema economico

  • l'emittente mediatico - fortemente condizionato dal potere delle banche
  • finanziatrici e dagli inserzionisti.

    Da questa tesi che Grandi esaminava in una stagione più "innocente" di
    quella attuale, venivano quindi esaminati le trasformazioni dei ruoli
    pubblici del giornalisti rispetto alla percezione che gli stessi
    promuovevano del loro mestiere e tante altre ricadute.

    Senza farla molto lunga approvo che Garavaglia abbia fatto presente cio
    che ha sostenuto.

    A ciò aggiungo che il sistema, il buco nero entropico di cui i mezzi di
    informazione fanno parte é il prodotto di una silente corrosione dei
    rapporti con l'Utenza. Oggi viene chiamato mercato. Di quella corrosione i
    mass media sono i presìdi e non più la Trincea.

    Insomma che piaccia o meno mangiamo TUTTI farina animale dalle mangiatoie
    elettroniche.

    A meno di non ritagliarsi la dignità degli spazi piccoli.

    Su questo tema é interessante il brano di Daniele Sepe "Storia della
    musica europea" dal cd "Lavorare stanca".

    ECCO DI COSA VI STATE LAMENTANDO E NON AVETE CHIARO (i bei tempi
    passati).
    InterNet (in alcuni casi: i giornali, i portali cittadini..)è diventata
    uno strumento del potere e al potere non interessano le stesse cose che
    premono a voi. Noi. Però, se si insiste, si è costanti, non si molla,
    anche ciò che è stato creato per occupare lo spazio e
    appiattire reagisce,perché anche lì ci sono PERSONE, e le persone

    reagiranno.

    Tempestivo il (finto?) lapsus "Voi. Noi.".
    D'altronde proprio in questi giorni su questa bella mlist si sta
    consumando con sempre crescente interesse il tema della passione, che
    forse vuole dire tra le tante cose
    utilità/usabilità/fruibilità/reperibilità/qualità dei contenuti/soluzioni
    tecnologiche sostenibili per entrambi gli attori della comunicazione.

    Insomma io ho sempre tenuto a dire che mi ritengo un progettista di
    servizi editoriali per l'interattività multimediale.

    Mi fa pensare al piacere che provo quando traduco la mia esperienza in un
    servizio capace di avvicinare la gente comune ai linguaggi e alle
    potenzialità dell'interattività. Poi adesso mi hanno detto che sono un
    "content manager".

    Come dire che un giornalista é un "content developer" !

    Voglio dire anche che approvo e plaudo alla reazione "non
    parliamo solo di vendere", ma siete voi mktg che dovete dare più spazio

    alla

    comunicazione pura, non "furba". La sincerità paga sempre, il pubblico
    se ne accorge. Se non volete tornare indietro, se non volete soffocare
    la

    Rete

    nella culla,date spazio ai servizi veri, spendete i soldi per la gente,

    senza

    strafare, senza beneficenza, offrite senza secondi fini, sarete ripagati.
    A volte ci vuole pazienza.

    Qui spezzo una lancia a favore di tutti i professionisti del web
    marketing. Perché se sull'ondata della fiducia mal riposta nelle promesse
    degli esperti del settore, solo la metà delle aziende interessate ai
    mercati mondiali internet si é rivolta alle web agency pretendendo un
    "qualche" risultato dalla vendita on line, credo proprio che nel tempo
    dovremo ringraziare queste "cattive" strategie. I costi sarano stati
    elevati, ma in così poco tempo hanno fatto la differenza rispetto al buio
    generale con un dispendio di sforzi e di intelligenze mai visto.

    E ancora non é finito.

    A presto

    ooooooooooooooooooooo
    Mauro Boccuni
    content manager
    Getronics CCT intranet/internet
    via Campi Flegrei, 34
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