Internet non "c'azzecca" con l'Infanzia

Il titolo, ovviamente, vuole essere provocatorio, ed è un tentativo per
riaprire una discussione su "Internet e minori" senza per forza essere
costretti a parlare di pedofilia, truffe online e dei problemi educativi
dei Mlistari papà o mamma.

Intendiamoci, i passati thread sono stati interessanti ma non
soddisfacenti.

In realtà ho sperato sino all'ultimo che, in questa lista così ben
frequentata, si fosse fatto avanti a chiarirci le idee qualche
psicologo dell'età evolutiva o altro specialista con analoga competenza.

Io non ho quella estrazione professionale ma mi interessa riflettere, non
tanto sui pericoli, ma, piuttosto, sulle motivazioni che possono
spingere un bambino (parlo della fascia di età 4-9 anni) ad usare
l'Internet.

Nella letteratura specializzata (propongo alla fine i miei due unici, ma
autorevoli, riferimenti bibliografici), si evidenzia che nella fascia 4-9
anni, pur con tutti i distinguo legati alle singole individualità ed
ai contesti ambientali, i bambini non hanno ancora una buona capacità di
astrazione logico-formale.

E' riconosciuto che loro preferiscono affrontare e conoscere la realtà
attraverso la visione e la manipolazione degli oggetti "fisici" che
incontrano.

Questa situazione, calata in un contesto "digitale", non gli impedisce di
"godere" dell'interattività del videogame che, in qualche modo, simula la
manipolazione fisica. Ma per loro è molto difficile percepire e
rappresentare la "virtualità" della Rete.

Detto in altri termini, al bambino, normalmente, interessa soddisfare i
suoi bisogni in "quel" momento ed "in quel" luogo, non importa sapere che
un sistema di relazioni "potenziali" può condurlo dove vuole andare.

Facciamolo partecipare ad una mailing list o a un forum, oppure
introduciamolo nel mondo dei motori di ricerca. Dopo i primi tentativi
capiranno che l'interazione non è in tempo reale (il "loro" tempo reale).
Il più delle volte avvertiranno, dopo aver soddisfatto la curiosità
iniziale, disinteresse o noia. Non solo e non tanto per la complessità
tecnica delle operazioni da svolgere ma, principalmente, perché il loro
approccio non prevede un "deferred mode".

Se invece consideriamo il bambino nello sviluppo della sua socialità, è
evidente, sotto i 10 anni, la prevalenza, nel suo comportamento, di
atteggiamenti egocentrici.

Le nostre tenere ed adorabili creature, in effetti, non dimostrano molta
disposizione verso atteggiamenti collaborativi. In loro emergono
frequentemente alcune tipiche "pulsioni" dell'animo umano legate al
bisogno di possesso, di potere, di competizione, di collera.

Solo dopo molteplici esperienze di vita e con il sangue ed il sudore di
genitori ed educatori si riesce, non sempre, a farne delle persone
cosiddette "civili".

Quanto possono (e vogliono), queste nostre creature egoiste e possessive,
cogliere le infinite opportunità di collaborazione e condivisione di
esperienza offerte dalla Rete? Provate a fargli "condividere" i loro
Pokemon preferiti. "Catch them all" - "Acchiappali tutti" intima il claim
associato a ciascuno di quei simpatici mostri trasformisti. La Rete, nel
suo "spirito" originario, ci dice il contrario: "Share them all".

Le particolari condizioni determinate dal loro "incompleto" sviluppo
mentale e sociale fa si che i bambini (ripeto: 4-9 anni) amino molto le
situazioni "ripetitive". Spesso, infatti, li osserviamo accanirsi a
ripetere sempre lo stesso gioco. Questo non vuol dire che siano diventati
dei maniaci. In realtà, in quel modo si mettono alla prova, verificano
sino a che punto sono bravi, confrontando i risultati attuali con quelli
della volta precedente. E' questo il loro modo per arrivare a definire la
loro identità, capire le loro capacità ed i loro limiti.

La Rete non offre questa ripetitività, anzi, al contrario, il web è
bello (quando è bello) perchè è fresco, dinamico, "imprevedibile".

I bambini preferiscono i videogame: ogni "superamento di livello" è un
momento memorabile nella loro giornata e resta sempre la speranza di
passare al livello successivo domani.

Anche per entrare più "in topic" con gli argomenti trattati in questa
lista, mi piacerebbe verificare quest'ultima affermazione, cercando di
capire se, in termini relativi, è più efficace la promozione Kellogg's che
offre cd-videogiochi (insieme alle confezioni di cereali per la prima
colazione) o quella della Ferrero, che offre le chiavi di accesso al sito
di giochi online www.magic-kinder.com (se acquisti una confezione dei
mitici ovetti a sorpresa).

Scusate, sono stato prolisso, ho attinto, oltreché alla mia esperienza di
padre di tre figli, ad una esperienza (no-profit, non professionale) di
sviluppo e gestione su web di attività per bambini. Ho attinto anche
(spero in modo non sconsiderato) dai seguenti testi: J. Piaget - Lo
sviluppo mentale dei bambini, S. Isaac - Lo sviluppo sociale dei bambini.
Troppo poco per avere delle certezze su questi complessi e affascinanti
temi.

Grazie per l'ospitalità

Giuseppe Romiti