Io, cocoò nella cayenna Telecom

Per concludere, io a scavare ci manderei direttamente gli operatori
del 187! Così si darebbero una mossa invece di stare in panciolle e
gli utenti non attenderebbero le calende greche per avere una
risposta!

a complemento del messaggio precedente, allego
messaggio apparso in rete da un cococò Atesia-Telecom.

Mi pare una lettura molto interessante, anche per
riflettere sulle disinvolte "strategie" commerciali (e
di marketing?) del gigante monopolista.

Quando state per mandare affanculo un 187, respirate
profondamente e mandateci invece la dirigenza :)
_________________

Scrivo a nome di tanti ragazzi di Catanzaro che come me
si sono fatti incastrare da una delle tante società del
gruppo Telecom Italia e cioe' dalla Atesia s.p.a
societa' specializzata nella formazione di ragazzi che
dovranno poi lavorare presso i call center della Atesia
(o Telecom come preferite), praticamente rispondere al
famoso 187 presso la sede della Telecom di Catanzaro
località Siano.

Durante il corso quindi ci viene insegnato ad usare i
programmi per la gestione della clientela e ci viene
detto che il nostro contratto, sara' il famoso Cococo'.
Quindi ci viene detto che noi dobbiamo esclusivamente
rispondere alle telefonate che ci giungono al 187 di
Telecom, che noi siamo degli imprenditori, che
lavoriamo in proprio e non abbiamo alcun obbligo di
orario lavorativo. In pratica, visto che siamo chiamati
dagli utenti di telecom, il nostro compenso sara'
retribuito in base alle telefonate ricevute.

Da quando pero' abbiamo iniziato a lavorare purtroppo
non e' andata cosi'. Inanzitutto abbiamo dei veri e
propri orari di lavoro che non possiamo assolutamente
cambiare (se non sbaglio questo e' un part-time), e
inoltre ci viene detto (sempre dopo aver iniziato a
lavorare) che dobbiamo fare pro-attivita', cioe'
cercare di affibbiare alla persona che chiama il 187 un
prodotto telecom, che puo' essere una linea adsl, un
telefono, una teleconimy ecc. e che piu' facciamo
questo e piu' avremo possibilita' di non venire
licenziati.

Praticamente ora abbiamo anche turni dalle
07.00 di mattina alle 11.30, molti di noi che
giungevano al lavoro dalle periferie sono costretti ad
alzarsi alle 5 per arrivare in Telecom. Questi turni
sono stati dettati anche dal fatto che mentre prima
eravamo in pochi a lavorare ora siamo a centinaia (non
capisco il perche' di tutte queste assunzioni).
Conferma di tutto cio' e' che nelle nostre sale di
lavoro, ci sono dappertutto cartelli con sopra scritto:
"Gli orari di lavoro vanno rigorosamente rispettati".

Per quanto riguarda il discorso della pro attivita'
invece, ci ritroviamo ora con colleghi che
approfittando della bonta' di qualche vecchietto o di
qualche persona poco attenta, attivano servizi di
teleconomy, abbonamenti, e altri prodotti Telecom senza
essere richiesti. Quindi si ritrovano a guadagnare
parecchi soldi (perche' questi servizi quando attivati
ci vengono pagati in percentuale dalla Atesia) alle
spalle di gente poco attenta che chiama per avere
magari un informazione o per un guasto e si vede
affibbiare a sua insaputa servizi mai richiesti (molti
di questi costano parecchio).

Risultato l'operatore guadagna, la telecom guadagna e
chi ci rimette e' il povero utente che vede lievitare
la sua bolletta in modo vertiginoso. I furbi infatti
chiedono il documento anche per un guasto e cosi'
possono affibbiare servizi in tutta tranquillita' sia
loro che della Atesia e quindi della Telecom.

In conclusione, se ci fosse un contratto part-time
senza tutti questi servizi pagati a parte, la Telecom o
Atesia non trufferebbe lo stato con il Cococo', e
l'utente finale non sarebbe truffato da gente con pochi
scrupoli.

Spero facciate chiarezza su questo fatto.

Autore: zerilli
Data: 4 Maggio 2003
dal forum del sito ADUC
http://www.aduc.it/dyn/dilatua /dila_mostra.php?id=60170