Italianita' in Second Life

Ciao a tutti,

Marco Meneghello:

Questo tipo di atteggiamento non mi sembra legato al solo gioco che frequento, ma credo riguardi, come diceva Fabio, un po' tutte le comunità online, qualunque sia la piattaforma usata.

Si', tutte quelle in cui sono stato finora. Irc, The Palace, diversi messenger e chat
su Web, Active Worlds, Cybertown e forse altri che non ricordo.

Se mi mandi un tuo indirizzo email, tra l' altro, mi farebbe piacere farti qualche domanda su Wow.

Mi chiedo se tale tipo di approccio in qualche modo penalizzi il successo di
una comunità online.

Direi che penalizza il successo degli italiani on line. Il successo di SL,
per esempio, e' determinato dalla comunita' anglofona o in grado di parlare
e lavorare in inglese. Gli italiani, che con (credo) 120 sim iniziano a spendere
in SL cifre non indifferenti, sono poco visibili rispetto al loro numero
(credo poco meno del 6%, non ho voglia di controllare) e agli investimenti
fatti.

Il caso piu' emblematico e' il nostro Ministero degli Esteri. Hanno una bella
collezione d'arte moderna (in una sede che fa schifo e che deve pure essere
costata cara, perche' l'hanno fatta rifare ad aprile da ben tre architetti, ma non importa), adesso hanno persino del personale che accoglie i visitatori... ma
stanno li' ad aspettare che gli stranieri gli caschino dal cielo, non hanno mai
fatto nessuna promozione presso le comunita' anglosassoni o id altri Paesi,
direi che non ci pensano proprio.

Mesi fa ho scritto loro per settimane, perche'
avevo gruppi di bibliotecari americani che avrebbero voluto fare delle visite
guidate alle loro mostre e collezioni. Non mi hanno mai risposto. Ed e' il
Ministero degli Esteri, non dell'Interno....

Sui motivi di questa chiusura delle comunita' italiane on line, che e' vero,
spesso sono anche aggressive verso gli stranieri, credo che il principale sia
la lingua. E forse un po' di campanilismo. In SL soffrono un po' della stessa
sindrome i francesi, forse anche gli spagnoli e i tedeschi. Popoli come gli
olandesi e gli scandinavi, al contrario, sono perfettamente a loro agio ovunque.

Poi, c'e' un problema di cultura. Internet in Italia e' poco conosciuta, troppo
spesso raccontata solo per fare scandalo, e a una popolazione dove la
dimestichezza nell'uso del PC e della Rete e' ancora incredibilmente bassa
rispetto alle medie europee.

Cosi', molti degli italiani (maschi, le donne sono di solito meno sceme) che
arrivano oggi in SL puntano "alla f...", o a trovare le cose piu' strane e perverse
da raccontare agli amici, mentre l'anglofono medio pensa subito a cosa gli
piacerebbe organizzare, magari facendo un po' di soldi, e quindi si mette a
leggere e a studiare, impara building e scripting, o almeno cerca quello che
puo' soddisfare i propri interessi.

Infine... gli italiani nel mondo, ancora oggi, sono oggetto di qualche pregiudizio.
Ora, se l'italiano medio che si incontra on line e' colto, bene educato, intraprendente, i pregiudizi scompaiono in fretta, almeno on line. Se, al contrario, l'italiano medio e' quello che parla solo in italiano, e' aggressivo con gli stranieri, non fa nulla di positivo per la comunita', si limita a giocare con grandi peni o va in
giro con un bisonte o una mucca attaccata davanti perche' lo trova molto divertente...be'... non e' che la nostra immagine migliori.

Credo comunque che il problema della multiculturalita' in SL si porra'
maggiormente, in futuro. Ho visitato l'altro giorno un magnifico albergo
turco, e.... miiii... parlano proprio e solo in turco. Idem l'inaugurazione di
Mosca, una quindicina di giorni fa. Solo russo, o quasi. E cresce anche il numero
dei giapponesi. Tutte lingue su cui non si puo' tirare a indovinare cosa si sta dicendo.
;-)

Mazzucchelli:

Sembra che il periodo agostano sia servito ad affossare Second Life e,
come spesso succede con fenomeni 'pompati' dai media, chi ha contribuito
a far crescere l'hype, oggi diventa protagonista per il suo ridimensionamento.

No, guarda, sul serio... L'importante per i grandi media e' avere un
hype. Appena arrivera' il prossimo - di solito aspettano che salti fuori
qualche articolo in USA - ripartiranno. Impossibile prevedere se sara'
un hype in positivo o in negativo, anche se di solito i giornali vendono
di piu' sullo scandalismo e sulle cose trucide.

Per quanto riguarda la bolla, non credo sia mai esistita e non credo quindi
che esploderà. Siamo di fronte ad un assestamento utile che non solo a
portato Linden Labs a fare delle scelte ma anche aziende come IBM, Intel
e Cisco ad investire maggiormente nel progetto per garantire una infrastrura
server più potente e stabile. Chi ha il fiato lungo vedrà i risultati.
Nel frattempo si saranno (forse) perse per strada peripatetiche e perdigiorno.

Si', concordo. Anche se dubito che le escort verranno mai eliminate.
E anche i perdigiorno... sono consumatori, magari spendono anche qualche
linden, e finche' si divertono di certo nessuno li mandera' via.

So che in questa mailing ist non si può fare pubblicità a se stessi, ma se qualcuno
è curioso può sempre trovare il mio portale in rete o leggere un mio articolo sull'argomento che apparirà su CBR di ottobre.

Bo', via... segnalare un articolo attinente non mi pare scorretto. Se mi
dici cosa e' e dove e' CBR (ho trovato solo una Honda Cbr), leggo e poi
magari ne parliamo qui

E a proposito, mi hanno confermato che a settembre, ottobre e novembre
Espansione sara' diffuso come allegato a Il Giornale, probabilmente l'ultimo
sabato del mese. Il mio articolo sui successi e sugli insuccessi di Coca Cola
et altri in SL esce su settembre, quindi non il 18, come avevo detto, ma o il 22
o il 29 settembre. Mi stanno gia' impaginando il successivo, penso per ottobre,
su borse e banche in SL. Mi piacerebbe proporne un terzo, per novembre, sul
business plan di Linden Lab e sull'economia dei linden, dei terreni e dei micropagamenti. Forse anche dei beni di consumo.

Paradossalmente, a me sembrano le cose piu' interessanti da analizzare,
ma sono proprio gli argomenti piu' difficili da vendere, perche' ritenuti
troppo complicati e noiosi. Penso che ne parlero' anche per la Radio
svizzera, nei prossimi mesi. E su Week.it, naturalmente, con brevissimi
editoriali.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri
"Take me to the movies, 'cause I love to sit in the dark" (Laurie Anderson)