L'e-commerce e' una bufala?

Dall'inserto Affari&Finanza di "La Repubblica" 2 luglio 2001, cito fior da
fiore, riassumendo brutalmente dall'articolo di Marco Marozzi "L'UE unita
dalla poca e-confidence":

L'e-commerce in europa rappresenta appena l'1% del totale delle vendite al
dettaglio nell'Unione.
Gli italiani che nel '99 avevano fatto acquisti in rete erano l'11%, sono
scesi al 7% nel 2001 (dati Ispos)
All'aumentare dei navigatori in italia corrisponde un crollo delle
intenzioni di acquisto.
Anche in Francia non se la passano meglio: nelle intenzioni di acquisto si
passa dal 48% al 16%. In Gran Bretagna si scende dal 24% al 16%, in
Portogallo dal 42% al 31, mentre l'Italia si cala dal 31% al 25%.

Dal quadretto statistico, sempre da pigliare con le molle, uscirebbe
dunque che, a fronte di un aumento dei navigatori, non solo l'e-commerce
non decolla ma addirittura va indietro.

Forse dopo gli entusiasimi (gonfiati) della new economy, si torna ad un
piu' sano realismo.
Non so negli altri paesi ma, per quel che rigurda l'italia, i motivi per
cui non decolla l'e-commerce mi sembrano chiari: tempi incerti delle
consegne, spese postali elevate, incognita sull'assistenza di prodotti
comprati lontano da casa.
Insomma, perche' dovrei comprare on line? Darei alcune risposte, anche se
probabilmente sentite alla nausea:

a) perche' trovo il prodotto solo on line, o perche' e' comunque di
difficile reperimento

b) perche' il prodotto on line costa decisamente meno di quello nel
negozio sotto casa

In mancanza di queste due premesse, comprare on line diventa un azzardo. O
no?