L'email fa bene alla scrittura (e al pensiero)

Cari Mlister,

non sono un tecnico, come gran parte di voi, ma tre quarti della mia
giornata lavorativa sono dedicati all'email e, pur considerando le modeste
dimensioni, la mia azienda e' digitalizzata. Non uso piu' il fax,
seleziono solo fornitori con i quali comunicare via email, evito il piu'
possibile di usare il telefono. Insomma, in una normale giornata di lavoro
mi capita di gestire (leggere-rispondere-archiviare-cancellare) circa 150
email. Di conseguenza scrivo molto, ma molto di piu' di quanto facessi tre
o quattro anni fa. Ma COSA scrivo? e COME?

Prima dell'email, la mia scrittura era dedicata a
report-analisi-comunicazioni interne-procedure, ovvero testi complessi di
una o due cartelle, con tanto di mittente, destinatario e copia
conoscenza. Insomma, un gran traffico di carta (poveri alberi) e un
adeguato spreco di tempo ("ti è arrivato il fax? non si legge nulla? va
bene, ti mando un corriere").

Oggi scrivo email di massimo 15 righe per esporre il problema, magari
allegando un report .xls o un'immagine in .jpg, poi il colloquio prosegue
con brevi messaggi di testo da poche righe cad.

Perche' vi racconto tutto questo?!? Perchè mi sono accorto che la mia
scrittura e' migliorata: l'abitudine a condensare concetti complessi nello
spazio di un'email mi ha allenato alla sintesi (dove impiegavo un
paragrafo adesso bastano 3 righe) e alla chiarezza (abolendo le frasi
subordinate, se non spiego il concetto nelle prime tre righe, lo "asciugo"
e lo riformulo). Insomma, per scrivere "meglio" devo pensare "meglio".

Insomma, leggo le mie relazioni di qualche anno fa, scandite da "alla luce
di quanto sopra esposto, in relazione al tema oggetto d'analisi,
verificata l'evolversi della situazione" ecc. ecc. e inorridisco. W
l'email, quindi, che aiuta a scrivere e, quindi, a pensare meglio. Cosa ne
pensate?

Roberto