L'ordine

Ciao a tutti,

Mafe:

E' inutile fare sparate demagogiche su Ilaria Alpi: il giornalismo
criticabile non e' certo quello, ma quello che spara BonsaiKitten in
prima pagina (Il Messaggero).

Mafe, ogni tanto sei grande. Te l'ho mai detto,
tra un litigio e l'altro?

Per lavoro sono a strettissimo contatto con decine di giornalisti, e una
stragrande maggioranza di loro la pensano come me e soffrono per il
generale declino della professione,

No, quale declino? La professione di giornalista in
Italia, grandi firme e piccoli travet a parte, non e'
mai stata ad alti livelli. D'altra parte, abbiamo un
ordine che fa cagare, diciamoci la verita'. Se togli
il caso Feltri, gli ordini hanno sempre difeso
le peggio porcate che fanno i giornalisti. Ricordo solo
la giornalista de La Stampa che ha finto di essere una
poliziotta (ma sara' un reato o no, fingersi poliziotti?)
per avere una foto, e che e' stata strenuamente difesa
da quelle teste di cazzo dell'ordine del Piemonte e
della Valle D'Aosta. Cose da vergognarsi non di essere
giornalisti, ma di essere nati....

Se ti rivolgi a un'agenzia specializzata ti offrono anche un

direttore

responsabile pronto all'uso che firma pro-forma. Questo a tutela e
garanzia della qualita' dell'informazione :-)

E anche questa e' un'altra cosa che fa veramente
vomitare, e che gli ordini dovrebbero reprimere.
Ringrazio chi ha spedito in giro quella schifosa mail
di un giornalista di Torino che si vende come direttore
responsabile.

E segnalo invece l'iniziativa del settimanale Vita,
che ha dato il via a una bella iniziativa
in difesa della libertà di espressione su Internet.

Oltre alla classica petizione, infatti, Vita mette
a disposizione i propri direttori per la
registrazione di qualsiasi sito, senza vincoli e
controlli.

Un articolo in merito si trova su:
http://mytech.mondadori.com/my tech/detnews/default.asp?IdNew s=19880&...
8

Su questo, invece sono perplesso:

Il Nic non da le stesse garanzie in termini di
responsabilità dei contenuti di un sito?

Assolutamente si'.

Non mi risulta che il Nic abbia particolari
responsabilita' in merito. O sbaglio?

1. Devono essere riconosciute le professionalità: un
giornalista web è un giornalista, non un
metalmeccanico.

Ma questo non e' mai stato minimamente in discussione:

No, Mafe, siamo onesti. L'ordine ha ragione
quando protesta perche' tanti notiziari in
rete vengono affidati all'ultimo ragazzino
assunto come accatiemmellista, che tra l'altro
sogna di programmare e detesta scrivere....

Se gli ordini regionali fanno cagare, di certo
gli editori (o "wanna be" tali) della new economy
stanno facendo porcate infami. E anche questo e'
un problema che va risolto.

quello che e' in
discussione e' il concetto che solo un "giornalista professionista
iscritto all'Ordine" offra quelle garanzie di etica, professionalita' e
responsabilita' che sono IMPRENSCINDIBILI ...

D'accordo anche su questo. In realta', da' garanzie
chi fa il giornalista per mangiare, e da qualche
tempo. Resta il problema di come certificarlo.

Io sono favorevole a una sana riforma dell'ordine
e delle sue regole. Purtroppo, dopo il referendum,
l'ordine mi pare che non si ritenga in alcun modo
messo in discussione, e temo che non si fara' mai
riformare.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)