La bufala dell'usabilita'

Cioa a tutti,

Misha Haggiag:

vorrei aggiungere una riflessione sull'argomento:
trovo che la domanda iniziale (come misurare l'usabilità di un sito) sia
posta male. Infatti l'usabilità non è certo una caratteristica del sito,
è piuttosto una proprietà del rapporto (dialogico) fra utente e sito.

Accc.... il rapporto dialogico tra utente
e sito.... non ci avevo pensato....

Ho seguito con interesse questa
discussione sull'usabilita', anche perche'
so che qui i supposti guru italiani su questo
argomento ci sono (quasi) tutti.

Provochero', come mio solito.

Imo, e' inutile fare grandi discorsi
sull'usabilita', sul design di un'interfaccia
che tenga conto dell'utente, se prima non si
considerano i limiti delle tecnologie che si
usano.

Molto prima di Nielsen, e di tanti libretti
inutili, "usa e getta", che sono stati scritti
dopo Nielsen, magari solo per costruirsi una
divisione ad hoc in qualche azienda, esistevano
linee guida tecnologiche, poche ma buone, che
oggi tutti sembrano aver dimenticato.

Insomma, a monte di ogni discorso
sull'usabilita' c'e' pur sempre la
buona vecchia accessibilita', che tra
l'altro, Misha, e' brutalmente oggettiva.

Ma oggi va di moda la usability... e sulla
usability, scienza inesatta, si pagano i
consulenti, mentre l'accessibilita' e'
cosi' semplice da non generare business
di questo tipo, quindi nessuno ne parla.
;-)

Cosi', forse in futuro vedremo siti
molto "usabili", dove si e' studiato
il numero dei clic per ogni operazione,
ma che saranno inaccessibili da chi
non ha una determinata configurazione
software.

In altre parole, l'usabilità non è qualcosa che si possa misurare e alla
quale si possa dare un punteggio, che per ovvie ragioni non potrebbe
tenere conto delle reali caratteristiche degli utenti (non di tutti
almeno...).

Si', certo... l'usabilita' e' esoterismo.
O, se preferite, una moda su cui forse
qualche azienda e' disposta a spendere soldi.

Non so... di recente ho dovuto scrivere una
micro-bibliografia su come cambia il
modo di comunicare su Web, e ne ho parlato
anche con altri (che vi non cito). Alla fine,
abbiamo deciso di consigliare Carlini e Nielsen,
e di buttare a mare tutto il resto. E a me, come
riferimenti, questi due paiono gia' ridondanti.

Non c'e' molto da dire sull'usabilita', in
fondo. Nulla che non fosse gia' stato detto
(e mai rispettato) per la progettazione del
software. Lo stesso Nielsen, credo, non e'
un grande genio. Ha solo messo in ordine
e raccontato per bene cose che gia' erano
ben note a tutti, rubando qualche piccola
perla al suo piu' brillante collega Norman.

E le dure linee guida per la progettazione
tecnologica di un sito, anche dopo l'uscita
di Explorer 6 e di Netscape 6.1, continuano
a essere sia meno conosciute sia piu' importanti
di tutti questi inutili "vagheggiamenti" su
come bisognerebbe "indovinare" i desideri
degli utenti, studiandone il rapporto
dialogico con il sito.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)