La comunicazione on-line - Informazioni distribuite.

Salve a tutti e ben trovati.

Sono appena tornato in ufficio e la scrivania mi ha confessato di non aver
sentito la mia mancanza.

Vorrei lanciare sul tavolo della discussione un argomento che mi sta a
cuore.

Cosa sta diventando "la rete"? Quanto ci si allontana dalla sua natura (se
effettivamente esiste una natura definita)? Quanto la comunicazione si
arricchisce grazie ad essa?

Il mio parere sulla comunicazione on-line o telematica deriva dalla stessa
essenza primigenia di Internet. Ted Nelson, colui che pensò l'ipertesto e
che ne coniò il nome, aveva in mente di creare un nuovo modo di
trasmettere la conoscenza. Novello Gutemberg si cimentò nella creazione
del sistema a "caratteri mobili" del futuro, una architettura software
chiamata Xanadu, in omaggio alla poesia "Kubla Khan" di Samuel Coleridge.

Descrive Xanadu per intero in "Literary machines" chiamandolo "il luogo
magico della memoria letteraria" (dove per letteratura si intende l'
insieme di testi scritti, anche non provvisti di letterarietà). Disse:
"sotto la guida di idee che non sono tecniche ma letterarie stiamo
implementando un sistema per la memorizzazione e il reperimento di testi
collegati tra loro e visibili in finestre. Il documento ... può avere
finestre di qualsiasi altro documento". Tutto nacque da queste parole, da
questa "visione".

Tanti furono i suoi successori e discepoli, come tanti furono quelli di
Gutemberg. Senza stampa a caratteri mobili oggi saremmo indietro, nella
conoscenza e nello sviluppo della mente umana, di 1000 anni. Azzardo a
dire che Internet abbia avuto, e ha, la stessa importanza come rivoluzione
non solo tecnologica. Il brainframe alfabetico (scrittura destrorsa) e
quello televisivo sono stati affiancati da quello "cibernetico" o
"multimediale". Cito da
http://www.telecomitalialab.co m/libri/metamorfosi/art11.htm : "DeKerckhove
avanza l'ipotesi che la peculiarità del brainframe cibernetico stia nella
possibilità di esteriorizzare la coscienza. Detto in altri termini, se la
televisione ci ha trasformato in consumatori onnivori di immagini, il
computer, proiettandoci al di fuori del nostro sistema nervoso, dandoci
accesso e potere su qualsiasi punto dell'ambiente, in qualunque momento,
per qualunque scopo, ci ha trasformato in produttori di informazioni."

Siamo spettatori ed attori della storia della coscienza umana.
Comunichiamo per bisogno implicito nella nostra natura (cos'è secondo voi
questa lista se non un canale di comunicazione e confronto?)e
contemporaneamente mutiamo le forme di tale comunicazione. Un loop
generativo che sconvolge le carte in tavola. La conoscenza cambia il
cervello umano, esso a sua volta modifica la comunicazione che di
conseguenza amplifica le possibilità di ampliare e articolare la
conoscenza.

Quale sia, in effetti, il nostro ruolo e l'entità del nostro contributo...
questo nessuno può dirlo con certezza. Provo ad impegnarmi giornalmente,
come chiunque altro, in modo diretto o indiretto, all'evoluzione della
coscienza, con piccoli passi, a volte apparentemente insignificanti, con
turbamenti, idecisioni, sofferenza o gioia... chissà...

Cheers,
Tiziano.