La fine del principio.(lungo!)

**********La fine del principio**********

La fine del principio, cosi' Forrester definisce questa fase italiana
della New Economy.
Ricorda un po' Gerry Mc Govern, con il suo "la fine dell'eta'
dell'innocenza", del quale vi riporto un brano che ritengo particolarmente
significativo:
"Non e' la fine. Semmai e' la fine del principio. Il cambiamento
dal vecchio al nuovo e' vero e profondo. Dobbiamo ancora saper
sognare, immaginare l’effetto che l’internet avra' sul nostro futuro. Ha
gia' portato cambiamenti profondi. Ma sono nulla in confronto a quelli
che portera' nei prossimi 25 anni. " (....) "La velocità delle
tecnologie sarà sempre limitata dal più attento
funzionamento della mente umana. C’e' un limite alla velocita' con
cui possiamo muoverci senza perdere il controllo. Non fa male rallentare
un po’. "

E alla fine di questo principio, in che condizioni si ritrova l'Italia
che, almeno apparentemente, sembra ancora indietro anche rispetto ad
altri paesi Europei? Per valutare il livello di sviluppo della New
Economy italiana Forrester usa uno schema piuttosto semplice,
l'osservazione del livello di maturazione delle condizioni critiche:
partendo dalle infrastrutture adeguate i quattro fattori critici sono

1. connettivita'
2. capitali
3. conoscenza
4. servizi.

Vediamo punto per punto l'analisi di Forrester sulla situazione Italiana
dal 1999 ad oggi:

BASE= INFRASTRUTTURE:
--> Nuove reti, Nuovi carrier, ADSL, Broadband
--> Grande varietà e articolazione d’offerta
--> Oltre 30 provider principali offrono Free Internet
--> Traffico tra ISP italiani da 80 Mbps (ott. 1999) a 540 Mbps (ott.
2000) a 1.000 Mbps (apr. 2001)
--> Il traffico Internet dovrebbe superare il traffico fonia nel 2001 (da
circa il 10% nel 1999 e 35% nel 2000)

1. CONNETTIVITA':
--> Oltre sei milioni di abbonati Internet dichiarati dai tre maggiori
provider
--> Oltre 4 milioni di famiglie collegate
--> Oltre 7 ore di collegamento medio settimanale

2. CAPITALI:
Creazione del Nuovo mercato:
--> 27 società quotate (Settembre 2000); 42 (Marzo 2001)
--> capitalizzazione: 25,6 miliardi di Euro (Settembre 2000) 21,7 miliardi
di Euro (Marzo 2001)
Capitale di rischio (82 operatori - AIFI):
--> oltre 250 investimenti in aziende high tech nel 2000
--> per oltre 1000 miliardi
--> +70 % sul 1999
Crescita degli investimenti di grandi aziende italiane e operatori esteri

3. CONOSCENZA:
--> Affermazione di nuove figure professionali
--> Boom delle “web-agencies” (centinaia di società) e riposizionamento
dei system integrator
--> Continuo progresso di Internet presso i giovani

4. SERVIZI
Informazione, Entertainment e Servizi finanziari sono per ora le forze
trainanti nella realtà italiana
Maturazione dei portali e del traffico:
-->Oltre 16 portali con piu’ di 1 milione di visitatori al mese, 5 con
piu’ di 2 milioni, 2 con piu’ di 3 milioni (iol e virgilio)
Forte crescita della pubblicità on-line:
--> 60 miliardi nel 1999 (+ 500% sul ´98); oltre 180 miliardi nel 2000
(+300%)
1.408 pubblicazioni italiane su internet (tra cui 559 riviste e 76
quotidiani) Circa 1,5 milioni di utilizzatori di home banking e on-line
trading

E il B2B? Eppur si muove....:-)))
-->Sviluppo e proliferazione dei siti B2B (per la grande maggioranza in
fase di sperimentazione/primo sviluppo)
-->Fenomeno peculiare dei portali verticali/marketplace espressione di
realtà istituzionali e associative
-->60 eMarketplace censiti nell’Osservatorio Commercio Elettronico Italia

  • MATE
  • (esempi: steeltrading.com, bravobuild.com)

    Tutto bene, dunque, i fattori critici indicano uno sviluppo (anche se
    lento), ma allora perche' abbiamo una percezione diversa della realta'?
    Stiamo osservando due situazioni diverse o, semplicemente, e' una
    questione di punti di vista? Sicuramente i fattori critici lasciano
    intravedere buone possibilita' di sviluppo, ma IMHO in questo momento il
    grande cambiamento "epocale" della New Economy ha rallentato la sua
    corsa...ed e' in uno stato di "ibernazione": le aziende hanno ibernato i
    loro progetti e sono come in attesa di un evento che dia loro un valido
    motivo per svilupparli......evento, catarsi, rivelazione, o,
    semplicemente, ripresa economica? E la connettivita' e' veramente
    esplosa o 6 milioni di Italiani non sono ancora abbastanza?

    E le nostre PMI, a che punto sono con l'adozione delle nuove tecnologie?
    Ce lo racconta Forrester, in questa analisi che spero di riuscire a
    sintetizzare senza perdere i dati piu' interessanti!

    **********Le PMI e la Internet Economy**********

    Le PMI collegate ad Internet nel primo semestre del 2000 erano il 74,9%, e
    sono ad oggi circa il 90%. Niente male!
    E come sono collegate? Nel 1997 piu' dell'80% era collegato in Dial-up
    analogico, connessione utilizzata oggi solo dal 34% delle aziende. La
    connessione piu' diffusa e' infatti la ISDN, che nel 1997 era riservata ad
    una nicchia di aziende, il 12%, ed oggi raggiunge il 59%. Stabile l'uso
    di linea dedicata, un 6% nel '97, ed un 6% nel 2000. Attenti...comincia
    ad arrivare un 1% di aziende che utilizza una connessione....DSL ...!!

    E veniamo alla domanda di rito, stabilito che la maggior parte delle PMI
    Italiane oggi hanno una connessione ISDN, non e' lecito chiedersi se
    abbiano anche il sito e cosa ci facciano?
    Alla prima domanda le risposte sono cosi' ripartite:il 52% ha un sito, il
    22 % risponde negativamente, e il 26% risponde di no, ma afferma che e'
    previsto a breve (web agency, fatevi avanti!!!!).
    Alla seconda parte della domanda, ovvero cosa ci fanno queste PMI con il
    sito, scommetto che avete gia' la risposta.....Siiiiiii, avete
    indovinato....Nel 2000 l'84% utilizzava il sito per la PRESENTAZIONE della
    societa' e nel 2001...meraviglia delle meraviglie, ancora l'84% dichiara
    di utilizzarlo per una mera presentazione della societa'! Cos'e' cambiato
    allora? Nel 2000 solo il 40% aveva il catalogo on-line, e nel 2001 la
    percentuale e' salita al 45%. Web-store aziendale (3%) e Customer
    Service (6%) sono rimasti invariati nel 2000 e 2001. Allora forse
    l'ibernazione non e' solo una mia percezione....!!!

    Vediamo allora come queste PMI promuovono il sito...rispetto al 2000!

    La comunicazione preferita e' quella istituzionale, nel 2000 usata dal 60%
    delle aziende ed oggi arrivata a superare l'80%.
    Al secondo posto troviamo un bellissimo "nessuna comunicazione" (rimasto
    pressoche' invariato al 30% sia nel 2000 che nel 2001), seguito al terzo
    posto dalla pubblicita' on-line (15% nel 2000, balzato al 24% nel 2001, e
    noi che credevamo che l'internet advertising fosse in
    crisi...eh???). Calano gli investimenti in pubblicita' tradizionale, che
    nel 2000 sfioravano il 20% e si attestano nel 2001 intorno al 15%.

    Gli atti sono comunque disponibili sul sito di Mate (Forrester), seguendo
    questo link: http://www.mate.it/ie2001/atti .html

    **********La situazione europea**********

    Una serie di dati interessanti emergono anche dall' intervento di Cliff
    Condon (Forrester), una visione sulla situazione Europea confortante per
    tutti, anche per l'Italia che, in questo caso, ha il vantaggio di essere
    l'ultima e lo svantaggio....di essere l'ultima!
    In che senso? Essere tra gli ultimi significhera', per certi aspetti,
    perdere il vantaggio competitivo dei primi, ma per contro godremo delle
    esperienze altrui (positive e negative) e sapremo cosa funziona e cosa non
    funziona (poi stara' a noi capire il perche'!) e potremo evitare gli
    errori gia' commessi da altri. Il tutto andra' naturalmente condito con i
    giusti ingredienti, quelli che tanto piacciono al nostro Bel Paese, ma
    certamente e' interessante la gioia con la quale ci viene comunicata la
    nostra tragica posizione. Gli ultimi saranno i primi? :-)))

    Facciamo un rapido paragone, per esempio tra Italia e Germania.
    Ad oggi e' on-line il 20% della popolazione italiana, contro il 39% dei
    tedeschi. Sul numero totale degli utenti collegati, in Italia solo il 12%
    compra on-line, contro il 28% dei tedeschi! Questo era solo per darvi
    un'idea.....
    Ma un'altra domanda interessante e' necessaria: quanto sono cambiate le
    "customer metrics" dal '99 al 2000? (su un campione di 29 retailers).
    Vediamo le risposte:

  • conversion rate invariato al 3%
  • Basket size: da 76 del '99 a 102 del 2000
  • Acquisto ripetitivo per cliente: da 1,2 a 1,5 nel 2000
  • Media di ordini per settimana: da 1,098 a 1,607 (=+ 90%).
  • **********I'VE GOT THE POWER! (CONSUMER POWER)**********

    Insomma, tranquilli ragazzi, il popolo degli shoppers on-line e' in
    aumento e sta familiarizzando...pare che in Italia nel 2006 avremo il 26%
    di shoppers on line, non e' grandioso? Preparatevi, perche' avete ancora
    5 anni di tempo...ma fate le cose bene, mi raccomando, e cercate di non
    sottovalutare il fatto che...I'VE GOT THE POWER....Io, consumatore, ho il
    potere....ficcatevelo in testa, non fate niente senza il mio consenso, non
    continuate a trascurarmi, perche' che voi siate in rete o no....I'VE GOT
    THE POWER e on o off-line e' con me che farete i conti!

    Non sto dando i numeri, ma vi stavo riassumendo l'ultimo interessante
    intervento della giornata, quello di Luca Paderni, sul tema "WHY eCOMMERCE
    WONT'DIE" (gia' il titolo la dice lunga eh?).

    In sostanza, Luca Paderni ci riporta.....alla sostanza (perdonatemi il
    giro di parole!). Il web ha portato i consumatori (e le aziende) a un
    punto di non ritorno.....

    L'e-commerce, pur con dei modelli di business non troppo "smart" ha
    comunque innalzato le nostre aspettative. I "signori " dell'e-commrce ci
    hanno offerto un livello di servizio ed un'attenzione che hanno
    contribuito a renderci piu' esigenti e poi, che abbiano fatto soldi o
    meno, questo e' un altro discorso! Resta il fatto che molti di noi hanno
    avuto questo tipo di esperienze ed hanno provato questa centralita'....e
    adesso difficilmente riusciremo a tornare indietro o ad accontentarci di
    servizi di livello inferiore o di compromessi!

    Eccola la grande novita' del web, il mito del CONSUMER POWER che diventa
    realta'!Esempi? Ebay, Napster (ed il successore Gnutella).

    Principi del Cunsomer Power:

    1. Controllo= questo principio viene direttamente dal vecchio mondo,
    perche’ nessuno che sia sano di mente puo’ fare del business o comprare
    qualcosa da qualcuno in cui non ha fiducia….e questo e’ l’unico elemento
    che si collega veramente con l’esperienza off-line. Controllo e' anche il
    controllo delle informazioni che rilasciamo ai "siti" nei quali abbiamo
    fiducia.

    La maggior parte dei consumatori e’ disposta a rilasciare informazioni
    personali se ne riceve un beneficio/vantaggio importante. Certamente piu’
    diventa personale e meno l’utente e’ disposto a dare
    l’informazione…quindi il beneficio deve essere equivalente alla
    riservatezza dell’informazione.

    Il controllo significa anche sapere a chi vengono date le informazioni
    che l’utente rilascia: il rispetto della privacy, a chi date le mie
    informazioni e perche’? Tutto questo e’ solamente realizzabile nel mondo
    web.

    Controllo poi vuol dire anche controllo della fine della relazione. Una
    direttiva UE specifica che posso chiedere la cancellazione (o modifica)
    dei miei dati in qualsiasi momento. Questo e’ importantissimo e va
    esattamente nella direzione del concetto di controllo del consumatore.

    2. Fiducia = altro elemento essenziale ereditato dal mondo off-line, ma
    con livelli piu' alti, perche' le aspettative, on-line sono piu' alte ed
    ecco che e' piu' facile, on line, tradire la fiducia del consumatore!

    3. Comodita'= Che bello fare acquisti H24, e parlare H24 con il servizio
    clienti e ricevere i prodotti VELOCEMENTE a casa mia...anche questa e'
    comodita'...

    Suggerimenti per attraversare il guado, perche’ e’ diventato un guado per
    molti…

    Bisogna andare avanti e sperimentare, seguire quello che succede negli
    altri paesi che sono avanti a noi...

    Non sara’ divertente, perche’ il consumatore e’ al centro…..ed e’
    esigente…e dovete accettarlo. E alla fine noi crediamo per forza che
    questo cambiamento di mentalita’ e’ forzato perche’ cosi’ sara’ il
    futuro….

    IL WEB HA PORTATO I CONSUMATORI E LE AZIENDE A UN PUNTO DI NON RITORNO.
    DATE AI CONSUMATORI QUELLO che vogliono e ricordate i principi del
    consumer power:Controllo, Fiducia e Comodita’.

    Cosi' disse Forrester.

    Ai posteri, e a voi, l'ardua sentenza!

    Simonetta