La merenda Internet

Ecco il resoconto dell'incontro che abbiamo fatto in Toscana, in cui
parlavamo di Internet, di siti...e di molto altro.
Spero che sia utile a tutti voi.


TIPI DI SITO

Abbiamo convenuto che si possono distinguere 3 tipi di sito:

1- il sito aziendale “normale” in cui è importantissimo il nome. Il sito
funziona bene se l’Azienda o il marchio è già conosciuto, oppure se il
nome è facile e autoesplicativo. E’ stato fatto l’esempio del sito
e-commerce
“ArtofVenice.it” che ha nel nome una forza ma che anche è stato supportato
da un grosso lavoro di ricerca per essere facilmente rintracciato. Per siti
“normali” è stato detto che il lavoro di aggiornamento può avere una
cadenza semestrale: comunque il sito va curato e implementato di continuo
e questo è un costo e un pericolo nel caso in cui si trovi dati
palesemente obsoleti o invecchiati.

2- il sito “portale” che fa diventare editori. Si è parlato di
“toynet.com” che è un sito dedicato al mondo del bambini attivo da un paio
di mesi e usato come veicolo di co-marketing. Il sito è stato usato per
distribuire un libretto o per far pubblicità alla Calp (cristalli).
Ferrarese ha sottolineato il fatto che i banner usati in modo tradizionale
sono poco efficaci e che invece lavorare su un portale ti porta a scoprire
nuovi modi di fare pubblicità, adatti allo strumento internet. L’obiettivo
dichiarato è di fare quest’anno un fatturato di 200 milioni per crescere
con clienti specializzati in bambini nel futuro. Si è parlato del sito
Ferrari che ospita prodotti di lusso come i vini Antinori e i tessuti Loro
Piana e di quello di Quattroruote che ha messo in rete tutto il patrimonio
di notizie della rivista, avendo il vantaggio di saper già lavorare come
editori. E si è parlato anche di un nuovo sito della Confesercenti di
Prato che si basa su

1600 Aziende. In questo caso l’Agenzia ha creato una società apposta per
gestirlo e conta di sviluppare il business fino ad arrivare ad avere

3- Per quanto riguarda il binomio “informazioni/emozioni” è stato detto
che siti come kenzo,com vanno bene solo in casi particolari come può
essere la vendita dell’invisibile dove si vuol dare sensazioni ed emozioni
legate al particolare personaggio. Tuttavia anche per i siti aziendali ci
deve essere un giusto mix di foto/animazioni/emozioni/ricerca estetica per
non scadere in un freddo elenco poco attraente. Da evitare tutto quello
che appesantisce la visita, perché l’utente internet è molto volatile e
tende a non inoltrarsi nella visita del sito, a meno che non sia costretto
a essere interattivo e quindi portato a seguire un percorso.

ASSISTENZA AL SITO

Dopo aver detto che la presentazione del sito viene fatta con uno
storyboard, si è parlato del fatto che l’assistenza al sito dipende dalle
necessità del cliente e dal tipo di prodotto. In certi casi viene da sé,
in altri è meno utile.

STATISTICHE

Non è facile valutare e confrontare dati: si è parlato genericamente di
numero di visitatori indicando come minimo 1000 visitatori al mese per un
sito mentre per i portali l’esperienza “toynet” appena partita registra
35000 visitatori in 2 mesi. Credo che questi dati vadano filtrati e
valutati perché è differente se si parla di pubblico indifferenziato (e
allora si può parlare di 1 milioni di visitatori al mese come base) o di
un target selezionato e allora i numeri sono da correlare all’universo
preso in oggetto (2000 professionisti su un universo di 20000 è il 10% del
target).

Ma questo potrà essere oggetto di discussione un’altra volta.