La persecuzione della Privacy

Ricevo oggi una mail da parte di CHL in cui mi si invita a manifestare
l'assenso o il dissenso al trattamento dei miei dati, in quanto all'atto
dell'iscrizione il sito non prevedeva questa possibilità.
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Ti inviamo questa mail per darti la
possibilita' di esprimere, se lo riterrai opportuno, il tuo consenso al
trattamento da parte di CHL S.p.A. dei Tuoi dati, ai sensi dell'art.10
della Legge n. 675/96, meglio nota come 'Legge sulla Privacy'. All'atto
dell'iscrizione a CHL, infatti, non hai potuto esprimere alcuna preferenza
al riguardo, in quanto la procedura non era disponibile sul sito. Premesso
che tale trattamento sara' improntato ai principi di correttezza,
liceita', trasparenza e di tutela della tua riservatezza e dei tuoi
diritti, ti informiamo che:

1. I dati che ci fornirai verranno trattati per le
finalita' sotto
indicate
2. Il trattamento sara' effettuato con strumenti
manuali, informatici e
telematici

Ti informiamo, altresi', che puoi collegarti al link riportato sotto per
esprimere, se lo desideri, la tua preferenza in merito, ovvero dire SI o
NO al trattamento dei tuoi dati da parte di CHL SpA.
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Secondo loro dovrei quindi andare sul loro sito, fare il login
(vattelapesca chi si ricorda i dati) ed esprimere la preferenza.

Una domanda pero' sorge spontanea: se io non
faccio nulla che succede? Mi considereranno consenziente, secondo la
demenziale formula del silenzio-assenso oggi in voga?

Se in italia arrivano a levarti gli organi da
mezzo morto, figuriamoci se si fanno scrupolo per levarti i dati da vivo.

Nella mail non lo dicono, e neanche sul sito CHL.

Ora una considerazione piu' generale: ma è mai possibile che il cosiddetto
Garante permetta una simile giungla nella richiesta di consenso sul
trattamento dei dati? Ma cosa ci voleva a stabilire una formula chiara,
inequivocabile e uguale per tutti???

Cosi' invece ognuno si costruisce "trappoloni" piu' o meno sofisticati,
coi quali si estorcono i dati in modo piu' o meno scientifico. E una volta
che glieli hai dati, Dio solo sa dove finiscono.

In sostanza, sul trattamento dei dati l'anarchia è quasi totale, poiché a
parte i proclami del Garante mancano i piu' elementari controlli, la legge
è un casino, chi detiene gli archivi più giganteschi (Telecom) continua a
fare un po' quel che gli pare, mentre magari si mazzuola duramente
l'amministratore di condominio per una scemenza formale.

Saremo mai un paese serio?