La questua di Montezemolo.

Cari di lista,

mesi fa all'indomani dell'elezione di Montezemolo alla presidenza di
Confindustria sperai davvero di poter finalmente udire costruttivi
propositi e parole illuminate.

Macche', anche il presunto nuovo non ha perso tempo per fare i soliti
piagnistei e batter cassa, come se innovazione e competitivita' (da lui
tanto invocate) possano materializzarsi per incanto con l'arrivo delle
solite sovvenzioni statali.

Vi racconto un piccolo aneddoto che negli anni mi e' stato sempre da
prezioso viatico.

Appartengo ad una famiglia di commercianti "storici". Per generazioni
abbiamo affinato l'arte del saper vendere e la capacita' di rinnovarci per
stare sempre al passo coi tempi. Mio padre si occupava con passione delle
sue attivita' commerciali, tra queste anche una piccola stazione di
servizio.

Negli anni '60, quando apparvero le prime raccolte punti fedelta' (legate
a prodotti come caffe' e detersivi) che tanto appassionavano le massaie
dell'epoca, penso' di applicare medesime iniziative anche alla vendita di
benzine ed oli minerali. Preciso che in quegli anni il prezzo del
carburante era deciso dal governo e di conseguenza anche il margine di
guadagno era fisso ed uguale per tutti i gestori. Ciononostante, mio padre
decise di rinunciare a parte dei suoi introiti ed investire di tasca sua
per incrementare e fidelizzare i clienti. Dal tipografo si fece realizzare
simpatiche tessere per la raccolta punti, timbri personalizzati per
apporre bollini "estemporanei" sulle tessere al momento dell'acquisto e si
recava personalmente presso i grossisti di casalinghi per selezionare i
regali, con un occhio di riguardo alle novita' per rendere la raccolta
ancora piu' appetibile presso la clientela (ricordo, ad esempio, le prime
suppellettili in Pyrex, che furoreggiavano nelle cucine d'oltralpe ma da
noi ancora pressocche' sconosciute).

Fu subito un successo, perpetuato di anno in anno, fin quando anche le
compagnie petrolifere (ben due decenni dopo!) cominciarono ad adottare
questo sistema promozionale, che oggi ci pare piu' che scontato.

Voglio fare un plauso alla Dott.ssa Artoni, Presidente dei Giovani di
Confindustria. Illuminata da esperienza diretta e da una grande
sensibilita', in piu' occasioni ha ribadito che la competitivita' di
un'azienda si costruisce nel tempo e per tempo, con intuito e creativita',
anche coinvolgendo e responsabilizzando le risorse umane, facendole
sentire parte importante di un progetto comune.

La voce della Artoni esce dal coro di quanti invece istericamente invocano
contratti sempre piu' flessibili (=precari) ed abolizione dell'art. 18.

Infine un grazie a tutti quegli italiani di buona volonta' che in
dignitoso silenzio, con laboriosita' (talvolta autotassandosi) hanno
costruito il benessere del nostro Paese.

Buon 2005!

Titti Zingone
http://www.mlist.it/lista/bigl ietto.html?bdv=1085