La resa dei conti. E noi cosa stiamo imparando?

La resa dei conti. Perche' i conti tornano sempre, o quasi! Il B2C e' in
crisi ed e' il momento del B2B!

Il momento nero dell'e-commerce sta causando drastici ridimensionamenti in
alcune delle piu' grandi e, apparentemente, promettenti dot.com companies
americane (e non solo!).
Licenziamenti, CEO in fuga ( piu' o meno spinti dagli investitori),
chiusure e bilanci drammatici.
Alcuni esempi:

Priceline.com: Il Chief Financial Officer del sito abbandona il posto ed
e' stato annunciato il licenziamento di 87 persone, pari al 16% del
totale (535 dipendenti)! I risultati del terzo trimestre, sono meno
drammatici del previsto perche' le perdite sono inferiori alle previsioni
degli analisti. Tuttavia restano, probabilmente, perdite troppo alte!

Beautyjungle.com: dopo avere licenziato il 60% dei suoi dipendenti, il
sito ha definitivamente chiuso. Il sito vendeva prodotti di bellezza e si
trattava di una dot.com piuttosto giovane, visto che aveva appena un anno
di vita, ed era nata nel periodo di "boom" dell'e-commerce.E' molto
significativa la sua home page, vale la pena di visitarla! Troverete il
"muro" (tipo memorial day") con i nomi dei dipendenti e a fondo pagina una
gif che rappresenta il cimitero delle dot.com, con una lapide per
beautijungle.....! Nella new economy non manca certo il tocco ironico! :-)
http://www.beautyjungle.com/Co nsumer/employeeThankYou.asp

Petopia.com:dalla bellezza degli umani alla cura degli animali, anche il
"paradiso degli animali" pare essere in gravi difficolta', ed ha
annunciato il licenziamento di 120 persone, pari al 60% dei suoi
dipendenti.

Theman.com: prodotti e servizi per il mondo maschile, ha definitivamente
chiuso i battenti. La societa' in un tenero anno di vita ha bruciato tutto
il suo capitale che ammontava a circa 40 miliardi di lire!

Carsdirect.com: il 17 novembre ha annunciato il licenziamento di 90 dei
suoi 750 dipendenti.

Autoweb.com: come il cugino carsdirect.com, riduce il personale del 25%.

Alladvantage.com: vi ricordate il "get payed to surf"? O, come spiega
chiaramente il payoff di Alladvantage: "it's time to take advantage of
the internet"? A quanto pare la formula non e' cosi' vincente, visto che
e' stato ridotto del 35% il personale dipendente!

Recentemente ho letto su Fortune un interessante articolo di Jerry Useem,
dal titolo :"Dot -coms: what have we learned", con l'intervista ad alcuni
CEO delle maggiori dot-coms americane, dei quali vi riporto solo alcuni
spunti significativi:

  • If it doesn't make cents, it doesn't make sense, alias...il profitto non
  • e' certo un aspetto banale del business!!

  • Time favors incumbents. Having failed to overturn the industrial order,
  • the Internet is now looking suspiciously like an enabler of that order.
    The power of the so-called clicks-and-mortar approach, whereby a
    corporation integrates its Website with existing fulfillment, logistics,
    and marketing, looks to be quite real. Noting that 93% of stockbrokers
    say they consider the Net an enabler, not a threat, e-consultancy
    Mainspring concludes, "The threat of channel conflict for brokers has
    been vastly overstated." The new catch phrase: "channel confluence."

  • "Branding" is not a strategy. If there is one element of the dot-com
  • experiment that can be declared a categorical failure, it's this attempted
    creation of the instant company. Except in a handful of cases (Amazon.com
    being the most notable), huge up-front ad expenditures failed to
    translate into big sales, leading to customer acquisition costs as much
    as four times higher than those of offline competitors, according to
    McKinsey & Co. "Lesson numero uno is that the cost of customer
    acquisition is prohibitively high," says McNamee. "It suggests the
    Internet is an extraordinary way to communicate with known customers but
    a terrible way to attract new customers." (....)Brand familiarity does
    not necessarily breed loyalty!!

  • Investors are not your customers. Drive down Highway 101 from San
  • Francisco to Palo Alto with the radio on, and you're apt to hear two or
    three dozen commercials for dot-coms. "Most of that advertising is not
    value creation," says Regis McKenna. "It's aimed at investors, to keep the
    market value up." (A joke around Silicon Valley these days is that the
    chief of marketing should report to the chief financial officer.) That may
    not be true in every case, but it does reflect the dot-coms' persistent
    confusion about who their customer is: the paying consumer or the capital
    markets.

    Naturalmente sul sito trovate molto di piu', io ho voluto riportarvi
    qualche spunto che ritenevo particolarmente interessante per riflettere e
    riportare nello scenario italiano la riflessione sul "cosa abbiamo
    imparato". E' vero che per noi si tratta di un'esperienza adolescenziale,
    e' ancora presto per contare le vittime, ma certamente nella nostra
    attivita' quotidiana molti di noi hanno gia' avuto l'opportunita' di
    analizzare errori e trarne conclusioni.

    Sarebbe utile a questo punto una condivisione delle esperienze, una sorta
    di "cosa stiamo imparando" (piu' che cos'abbiamo imparato) in versione
    tutta italiana, che vada oltre il caso eclatante gia' analizzato a suo
    tempo di Boo.com e ci aiuti a definire quali "asset-intangibili" hanno
    davvero valore, nella new economy e come ottimizzarli e quali parametri
    della old economy non possono mancare nella new, come il semplice, banale
    e apparentemente superato....profitto!

    Questa sarebbe una condivisione utile.....siamo in grado di farla prima
    della resa dei conti, o aspettiamo di trovare i nostri nomi sul "muro"
    stile Beautyjungle.com?

    Buona domenica a tutti!!

    Simonetta
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    Simonetta Zandiri
    zandiri@tin.it
    tel.011/9859884