La rimonta dei satelliti

LA RIMONTA DEI SATELLITI

Nelle ultime settimane almeno due compagnie hanno annunciato l'uscita di
servizi satellitari bidirezionali (ossia dal satellite all'utente e viceversa). Se
la barriera dell'interattività sarà davvero efficacemente superata (era una
delle grandi limitazioni del sistema satellitare), i satelliti potranno finalmente
minare lo strapotere della banda larga sul piano della velocità di connessione.
StarBand, una start-up della Virginia, promette infatti una velocità fino
a 500 kilobits al secondo (kbps) per scaricare file (quasi 10 volte più veloce
di un modem 56K) ed una di 150 kbps per trasferire. Oltre che sulle prestazioni
il confronto tra le due modalità di trasmissione si gioca su:
a) disponibilità. La richiesta di banda larga in America comporta una
lunga attesa. Il servizio satellitare è attualmente in fase di test, sarà
attivo tra pochissimo.
b) Accessibilità. Gli upgrade di sistemi via cavo bidirezionali non
raggiungono la maggior parte delle aree rurali. La DSL funziona solo entro
un raggio di circa tre miglia da una centralina telefonica. Il satellite copre
praticamente ogni area (anche il fondo del Gran Canyon), ma… non deve
piovere !
Precipitazioni copiose e venti forti possono interferire con il segnale.
c) Congestione. Anche il satellite, così come il sistema via cavo, è un
servizio condiviso. La procedura di scaricare file rallenta considerevolmente
ed in maniera proporzionale al numero di persone che contemporaneamente compiono la medesima operazione.
d) Costi. I costi di istallazione dell'antenna e del modem ammontano a
circa 600 dollari. C'è poi un canone mensile a partire da 60 dollari, leggermente
superiore ai servizi via cavo o DSL.
e) Scelta. Il servizio StarBand viene spesso proposto con hardware e
software compatibili. Questo può determinare una restrizione degli Internet
service provider disponibili.

Il satellite riuscirà a sbancare ? Sicuramente al momento è in grado di
allettare gli utenti di Internet stressati dalla velocità dei dati.

(questo articolo e' tratto dal bollettino Eyes on Web
(http://www.e-do.it/pressroom/)