La sinistra ed il marketing

Buongiorno Elena, buongiorno Lista,

Ora che la bagarre elettorale si è conclusa ed ognuno ha preso posto sul suo scranno vorrei condividere con voi un pensiero legato alla strategia elettorale adottata negli ultimi anni dalla sinistra.

Premetto che questa vuole essere una valutazione oggettiva e legata a mancate strategie di marketing, non è assolutamente mia intenzione giudicare programmi politici o criticare l'una o l'altra fazione. Mi sono semplicemente resa conto del fatto che forse i politici non avrebbero solo bisogno di persone che si occupino delle loro relazioni pubbliche e della redazione dei loro discorsi, bensì necessiterebbero anche di qualcuno che si occupi del marketing del loro partito, attuando una pianificazione reale di lungo periodo e puntando su (passatemi il termine) l'identita di prodotto.

A parer mio la sconfitta della sinistra era preannunciata, al di la di eventuali motivi politici, a causa di errate strategie di marketing.

Forse qualcuno di voi sorriderà nel leggere queste frasi, ma in un mondo nel quale il marketing pervade tutto, perché non dovrebbe occuparsi anche di politica?

A parer mio gli errori più grandi compiuti negli ultimi anni da quella che oggi è tornata ad essere l'opposizione sono i seguenti:

  • nel tentativo di svecchiare un'immagine ancora troppo legata alla vecchia ideologia comunista si è persa la forte identità comune che per decenni ha caratterizzato l'opposizione di sinistra
  • questo ha creato una conseguente frammentazione ideologica che ha contrapposto partiti della stessa coalizione ed ha generato mancanza di sinergie
  • ogni qual volta il governo era a rischio o peggio ancora cadeva, il leader di coalizione è stato sostituito da un altro esponente del gruppo. Questo continuo cambiare esponente ha solo alimentato l'incertezza degli elettori ed ha fatto percepire in modo negativo la scelta
  • le strategie di cambio dell'esponente di punta non sono mai state dichiarate (forse perché non c'erano) ed il tutto spesso si è risolto con concetti del tipo: "riteniamo che lui sia la persona giusta". Il leader è tale per il carisma e le doti di leadership che dimostra e mai come nella politica questo ha un senso. Cambiare continuamente esponente dà solo l'idea che manchi una vera guida e quindi una reale capacità di condurre il paese verso la crescita
  • infine trovo che tutta questa smania di cambiare simbolo ad ogni elezione crei solo una grande confusione, soprattutto considerando che il 90% degli italiani non segue assiduamente tutte le tribune politiche ed affini - pensate che alle penultime elezioni mia nonna credeva che la Margherita fosse di destra (valle a spiegare che a ben guardare alle radici della margherita era stato messo il logo della quercia... A 81 anni e con la cataratta certe finezze non le noti) oppure considerate il mio caso: quando
  • Bertinotti ha dato le dimissioni ho scoperto che il suo partito era diventato la sinistra arcobaleno.

    Pensate ad una bevanda che è sul mercato da anni, con l'immagine un po' vecchia ed un gusto che piace, ma potrebbe migliorare:

  • tagliereste ogni ponte con il passato, cambiando totalmente posizionamento, immagine e comunicazione? Anche a costo di mettere a repentaglio una brand awareness consolidata? Terreste almeno conto del fatto che chi acquista la vostra bevanda crede nei valori di marca che avete sempre promosso?
  • continuereste a cambiare testimonial, magari passando dalla Falchi (che dirà che la vostra bevanda è sexi) a Veronesi (che invece dirà che fa bene alla salute?)
  • cambiereste continuamente il packaging? Una volta giallo con i pois rossi, un'altra verde con le righe azzurre?
  • Lungi da me paragonare persone di un certo calibro a delle banali bevande o giudicare a livello meramente politico, volevo unicamente passare il messaggio di come anche un politico sia in fin dei conti un prodotto: in primis mediatico e poi di contenuto.

    Proporre Veltroni invece di Prodi è come avere la Falchi come testimonial invece di Veronesi: hanno due modi di porsi e comunicare, anche se dicono la stessa cosa e non è detto che chi apprezza l'uno apprezzi anche l'altro.

    Personalmente ritengo che, al di la delle ideologie e dei programmi elettorali, la sinistra dovrà fare un grande lavoro di strategia e pianificazione "marketing" (e passatemelo questo concetto!) prima di uscire dalla crisi nella quale è finita.

    Come potete ben capire è mia intenzione provocare, in modo positivo, su un argomento che mi sembra sia ancora taboo, in quanto si ha sempre paura di sembrare schierati politicamente. E se un partito fosse solo un prodotto? E se un esponente fosse solo un testimonial?

    Leggerò avida le vostre risposte.

    Buona giornata a tutti,

    Mirna Pacchetti
    www.queicattiviragazzi.it