La tv di Trilussa

La riforma televisiva di Gasparri è legge. Ci sono tuttavia parecchie cose
che non tornano. Secondo i "riformatori", con la legge si moltiplica
l'offerta televisiva. Ma di quale offerta si sta parlando? Sul digitale
terrestre, ammesso e non concesso che riesca a partire (sono necessari
apparecchi televisivi appositi oppure i decoder, e forse anche le antenne
non andranno tanto bene), ci andranno in primis gli attuali canali
analogici. Quindi l'offerta, al momento, rimane tale e quale a quella di
adesso.

Chi dovrebbe produrre altri programmi? Fare programmi costa un sacco di
soldi: con cosa si finanzieranno gli eventuali produttori, se la torta
pubblicitaria è sempre quella, per
di più fagocitata quasi per intero da Rai e Mediaset? E quanto costerà
l'accesso al digitale terrestre?

Questa storia dei canali somiglia alla statistica di Trilussa, secondo la
quale se uno mangia due polli e l'altro niente, anche quello che non ha
mangiato nulla ha mangiato comunque un pollo.

La riforma di Gasparri mi pare la stessa cosa, si moltiplicano i polli
virtuali, anzi nemmeno i polli ma gli spiedi, quindi dicono: "non ci sono
piu' 2 polli, ma duecento". Ma nella realtà i polli sono sempre due, uno
se lo mangia la Rai e l'altro Mediaset.

Che ne pensate?