La vera New Economy

Per mesi abbiamo creduto che E-Commerce significasse mettere fuori un sito
per la vendita in rete di servizi: una sorta di vetrina o catalogo
elettronico, insomma. Questo era il B2C, utile, simpatico, ma non
meraviglia più nessuno. Il futuro si chiama B2B.

Il B2B abilita due aziende ad iniziare e concludere un business
elettronicamente. Questa è la vera rivoluzione che ha portato Internet,
nel pieno prosieguo delle teorie smithiane sullo scambio di beni e
servizi. Il market place on-line è una nuova dimensione telematica dove il
mercato non trova vincoli, e può evolvere spontaneamente nella sua forma
più pura: la competitività fra i prodotti o servizi offerti.

Per dare un'idea un po' più chiara, vediamo i 5 tipi fondamentali di B2B:

  • Uno a molti (Sell-side portal): un fornitore unico detta selezione dei
  • prodotti e prezzi (cisco.com, dell.com);

  • Alcuni a molti (Distribuition Portal): aggregatore di cataloghi per
  • attrarre una larga audience (chemdex.com);

  • Molti a molti (vertical exchange e orizzontal marketplaces): vasta rete
  • di compratori e venditori (e-STEEL e FreeMarkets);

  • Molti ad alcuni (Procurement portal): combinazione di cataloghi
  • d'acquisto (Covisint);

  • Molti ad uno (Buy-side e-commerce): attrae molti fornitori che puntano
  • l' offerta migliore ad un grosso acquirente come General Motors o Boeing
    (Commerce One, Ariba, SAP).

    Gli analisti finanziari più garibaldini a Wall Street assicurano che il
    B2B costituirà i 9/10 del business E-Commerce in 5-7 anni. Altri puntano
    il dito sul fatto che un marketplace elettronico ha la tendenza a portare
    i compratori dalla parte del bene più conveniente, il che produce un
    ribasso dei prezzi per transazione che asintoticamente tenderebbe a zero.
    Allora dove starebbe il guadagno?

    La risposta viene da due articoli pubblicati sul numero novembre-dicembre
    della prestigiosa rivista Harvard Business Review. Il primo, intitolato
    "Beyond the exchage: the future of b2b", propone un ulteriore nuovo
    modello di business: generare valore collezionando informazioni sulle
    tendenze d'acquisto.

    Un marketplace capitalizzerebbe le fluttuazioni di prezzo dei beni
    scambiati al loro interno come informazione pura, senza alcun costo per
    transazione.

    Il secondo, "The napsterization of B2B", porta l'argomento addirittura
    oltre.

    Il fenomeno Napster ha portato sull'arena tecnologica un nuovo concetto di
    scambio dell'informazione: P2P - peer to peer. In pratica, per un generico
    scambio di informazioni via Internet si passa o per una struttura centrale
    (come un marketplace) oppure se ne bypassa il centro abilitando due
    soggetti locali a scambiarsi direttamente l'informazione (o l'mp3 come
    avviene con Napster).

    Il fenomeno peer-to-peer sembra far presagire la sostanziale inutilità di
    qualsiasi architettura centralizzata (e costosa) per lo sviluppo di B2Bs e
    quindi supporta a sua volta la teoria della migrazione del profitto dal
    costo per transazione a quella dell'analisi della natura delle transazioni
    stesse.

    Questa breve carrellata sull'arena B2B suggerisce due conclusioni banali,
    vale a dire:

  • l'arena dei business model che veramente costituiranno modelli solidi
  • nel futuro, è ancora in evoluzione e fibrillazione, e

  • fra 4 mesi ciò che è scritto in questo post non solo potrebbe essere
  • vecchio, ma addirittura falso!

    Che ne pensate?

    Massimiliano Neri

    Consultant
    Irise Corporation
    http://www.irise.com)
    San Francisco