Le dinamiche di una community "tecnica/settoriale": dalle motivazioni che spingono all'iscrizione fino alla sua autonomia...

Salve a tutti i partecipanti a questa lista. 

Mi presento brevemente in quanto mi sono iscritta da pochissimo: sono Sara, ho vinto una borsa di studio organizzata e gestita dalla Regione Marche e dovrò, per la durata di un intero anno, sviluppare un progetto che possa innovare il settore turistico della regione nella quale risiedo. Ho deciso di incentrare il mio lavoro sulle potenzialità del web, ideando uno spazio online che riguardi a 360° il turismo.

Ora non posso scendere ulteriormente in dettagli ma, leggendo i vari post relativi a forum, community online, Web 2.0 e quant'altro sia inerente anche alla dimensione "sharing" che la rete a sta raggiungendo (o ha raggiunto se guardiamo i livelli di partecipazione ottenute da youtube, facebook, flickr, myspace e quant'altro), vorrei chiedere dei pareri a tutti voi che sicuramente siete più esperti e qualificati di me che sono appena laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Management ed organizzazioni pubbliche e private.

Le domande che mi pongo sono diverse e vi chiedo di rispondere, in maniera spontanea e "libera", come se leggeste un questionario o faceste una intervista.

La questione è incentrata sulla community online, sulle sue dinamiche, sulle motivazioni che spingono all'iscrizione e sulle possibilità/strategie che permettono ad una community settoriale (perchè si occuperà SOLO di turismo) di poter rimanere viva ed alimentarsi autonomamente.

1) quali sono le motivazioni che spingono erogatori di servizi, enti ed utenti ad iscriversi ad una community?
A livello teorico, se citiamo la motivazioni più diffuse troviamo: voglia di appartenere ad un gruppo che condivide una attività comune o un interesse (senso di inclusione), voglia di contruibire in prima persona ai contenuti presenti sul web per creare anche "cultura", scambio di informazioni, sentirsi efficaci ed "importanti" nel momento in cui si è liberi di esprimersi, crearsi una reputazione online, ricevere informazioni istantanee e spesso "in anteprima"
A livello pratico però, mi viene in mente solo la motivazione economica e pubblicitaria che un'azienda o un ente potrebbe avere nell'iscriversi ad una community legata al turismo (per offrire un pacchetto turistico, per promuovere sè stessi ecc...). Eppure...sono convita che è necessario trovare altre finalità...

2) come si alimenta la partecipazione/adesione ad una community settoriale? Vedo difficoltà maggiori in questo campo piuttosto che in una community a 360° in cui si parla, spesso in maniera superficiale e fine a sè stessa, di argomenti disparati senza una finalità.
Che mission può avere una community settoriale? Oltre quella di reperire un numero sensibile di informazioni e contatti, alla creazione di un portfolio, alla pubblicizzazione di alcuni servizi?
Sarebbe utile creare competition, dare vita ad attività esclusivamente nate online e all'interno del portale per alimentarlo e portalo a vita autonoma?

3) Sarebbe logico, o soprattutto non deleterio, dopo un periodo di 1 anno nel quale si è fruito gratuitamente dei servizi offerti dal portale, chiedere un compenso agli erogatori dei servizi turistici o agli enti per accedere al sito o per postare un messaggi proponendosi come getori di un evento turistico?

Vi sarei grate se poteste rispondermi per chiarire qualche dubbio (a dire il vero questi sono i primi dubbi) relativi al progetto e al suo sviluppo.

Mi rendo conto che il livello della discussione da me inserita è senz'altro basso rispetto a quello che solitamente si trova su questa lista, ma vi chiedo di essere "clementi" perchè non mi pongo come esperta del settore ma come persona che vuole apprendere ed essere più informata sul lavoro che dovrà svolgere.

grazie ancora per l'attenzione!
Sara