Le furberie del marketing servono?

Mi hanno appena ciulato 74 euro invece dei soliti 20 euro
della "TIM Web Facile Recharge". Ho inavvertitamente sforato
il bonus di 500 mb e così i galantuomini della Tim si sono
succhiati, zitti zitti, prima tutto il credito telefonico
residuo (quasi 60 euro), poi mi hanno addirittura addebitato
un bel "sottocredito".

Risultato: 59,88 euro di credito telefonico azzerato, e un
"sottocredito" di altri 15.75 che mi sono stati tosto
risucchiati alla successiva ricarica: totale 74,63 euro,
letteralmente scippati. Perché non ci sono altre parole, di
un vero e proprio scippo si tratta. Di un borseggio con
destrezza, profittando, e loro lo sanno benissimo, della
disattenzione del cliente che non può sempre star lì a
controllare in continuazione il bonus con lo scomodissimo
4916, tra voci registrate e fastidiosi messaggi
promozionali.

Una carta che si chiama "prepagata" e che senza nessun avviso
diventa una "carta di debito" credo sia il massimo della
perversione e, soprattutto, della scorrettezza di un?azienda
nei confronti di chi, in fondo, non è uno che passa lì per
caso ma di un suo cliente! Ma la politica predatoria nei
confronti della clientela è ormai la prassi dei gestori
telefonici.

La pratica indecente del "sottocredito" è stata tra
l'altro sanzionata dal Giudice di pace di Mascalucia con
sentenza 460/06, per la quale Tim è stata condannata al
risarcimento degli addebiti all'utente nonché al pagamento
delle spese processuali.

Ciononostante TIM continua imperterrita con queste
vergognose furberie per spillar soldi all'utente bue,
contando sul fatto che i derubati mugugnano un po' ma poi,
per non perdere il numero, pagano obtorto collo.

Dopo quest'altro furto però ora basta, mi sono stufato. Tra
l'altro non è la prima volta che mi capita, già in
precedenza mi avevano sottratto con lo stesso sistema altri
80 euro. Al 119 gli operatori ovviamente fanno muro alle
proteste, ma il giudice di pace nella sentenza ha
stabilito...

"la vessatorietà delle clausole contenute nelle
condizioni generali inserite nel contratto della TIM e
quindi la loro inefficacia perché lesive degli interessi
dei consumatori e non immediatamente percepibili dagli
stessi."

Dal sito del Codacons, che ha promosso l?azione contro Tim
si legge tra l'altro:

"Il Giudice ha inoltre affermato che la TIM da tale
apparente facilitazione offerta all?utente consumatore
trae per sé un considerevole vantaggio che si realizza
nella differenza tra il costo del prepagato ed il costo
del traffico effettuato oltre la riserva. In verità tale
differenza di costo non si evince né si recepisce,
nemmeno ad un'attenta lettura delle condizioni generali
di contratto riportate nel retro della confezione tim
card della scheda prepagata".

Tim manda decine di SMS spazzatura ma si guarda bene
dall'avvisare che la tariffazione dopo lo sforamento del
bonus aumenta del 15.000%! Come si deve giudicare un simile comportamento? Eppure sarebbe così facile essere corretti:
basterebbe interrompere la navigazione, come sarebbe logico
per un SERVIZIO PREPAGATO, mandando un sms di
avviso e lasciando al cliente la scelta di ricollegarsi, se
vuole, pagando 6 euro a mb. Ma in questo modo non si potrebbero scippare tanti gonzi che cadono nel tranello.

Farò, per quel che può servire, una denuncia all'Authority.
E' ora che questi espedienti disonesti verso la clientela
finiscano al più presto.

Io non ho alternative a Tim perché la zona dove abito non è
coperta da altri gestori, ma una cosa è assolutamente certa:
appena arriva un altro operatore la prima cosa che faccio
è mandare Tim a quel paese.

Quel che però mi chiedo, traendo una morale da tutta questa
vicenda, è: ma i signori gestori non si rendono conto che con
queste "furberie scientifiche" dilapidano, anzi distruggono,
quello che dovrebbe essere il "capitale" di ogni azienda,
ovvero la fiducia del cliente?