Legge sull'editoria e regolamento

Ciao a tutti,

Per chi ha scritto che "l'albo dei pubblicisti non esiste e non si sa cosa
sia" (scusami, ho perso la mail e non riesco a trovarla senza leggermi
tutto l'archivio di Mlist): cosa volevi dire? Ovvio che l'albo, anzi
"elenco" dei pubblicisti esiste, e da decenni. Diviso per ordini (regioni)
viene stampato insieme all'albo dei professionisti e spedito a tutti gli
iscritti ogni anno. Se vuoi te ne spedisco una vecchia copia.

Per Riccardo Garavaglia:

Qui si mette il diserbante ancora prima che
nei campi spuntino le piantine!

Be', off topic e senza alcuna allusione metaforica alla legge, ma solo per
precisare: somministrare erbicidi prima
della nascita delle infestanti e' una
pratica comune e molto efficace. In ogni
caso, di rado si interviene dopo l'emissione della terza foglia, se ben mi
ricordo.
;-)

Gianluca Favro:

perchè si è sentita l'esigenza di questa legge?

Mah... pare che sia stata fortemente voluta dall'ordine, stando a quanto
Franco Abruzzo (presidente dell'ordine della Lombardia)
va ripetendo da mesi.

Per Anna Maria Cebrelli, Livia Ranieri,
Luigi Ferro, Misha Haggiag
e quanti altri si sono domandati e si
domandano ancora se il clamore sulla
legge sull'editoria sia un falso
allarme, riciclo qui un intervento
che ho spedito qualche giorno fa alla
lista dei bibliotecari, Aib-Cur,
con poche modifiche, tanto per precisare
meglio cose che ho gia' detto anche qui.

In materia di dichiarazioni dei politici,
io concordo con la frase riportata
sulla prima pagina del sito Interlex (www.interlex.it):

Vale il testo della Gazzetta Ufficiale, non
le sue letture "politiche".

Insomma, poco mi interessa che Chiti, Masi, Giulietti e altri ora diano
una lettura della loro legge molto limitata. Per magistrati e avvocati
vale e varra' quanto pubblicato
sulla G.U., fino a prova contraria.

Come commento alle interviste che stanno rilasciando alla stampa i nostri
eroi, consiglio caldamente di leggere:
http://www.interlex.it/tlc/016 2_4.htm
dove vengono suggerite anche le possibili interpretazioni "soft" del testo
di legge.

E a Masi che dichiara a Clarence:
"io faccio riferimento alla legge, e la
legge non prevede alcun obbligo di registrazione di nessun tipo"

vorrei chiedere che cosa significano questi
due articoli della 62/2001 (http://www.interlex.it/testi/l 01_62.htm):

1. Per "prodotto editoriale", ai fini della presente legge, si intende il
prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi
compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione
o, comunque,
alla diffusione di informazioni presso
il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, (...)

3. Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’
articolo 2 della
legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico
con periodicita' regolare e contraddistinto da una testata, costituente
elemento identificativo
del prodotto, e' sottoposto, altresi', agli obblighi previsti
dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948.

Questo e' il testo di legge, il resto
e' fuffa da periodo pre-elettorale.... e
io non sono un avvocato, ma i pareri
di addetti ai lavori che ho letto finora
vanno tutti in questa direzione: gli
obblighi di registrazione esistono.

Quanto al futuro regolamento, se leggete
quanto dice in merito la legge (punto 13 dell'art. 5 e punto 3
dell'articolo 9, mi
pare che altri regolamenti non siano
previsti), vi renderete conto che
non lascia aperta nessuna possibilita'
di modificare il contenuto e il senso degli articoli che determinano
l'obbligo di registrazione. Imho (ripeto: non sono un leguleio), aggirare
quei due articoli
con un regolamento e' quasi impossibile.

Ciao a tutti, Fabio.

-- Fabio Metitieri (yukali@tin.it)
http://space.tin.it/computer/f metitie
"Adsl ergo sum" (f.m.)