Legge sulla stampa e giornalisti

Mi intrometto nella discussione (forse un po' OT) della "serietà" del
giornalista garantita dall'essere parte di un Ordine.

Molti hanno ricordato che la legge sull'editoria e l'Ordine dei
giornalisti sono una peculiarità italiana.

Io aggiungo che anche se vi fossero buone intenzioni dietro alla legge
(che comunque ricordo nasce nel periodo del Ventennio per controllare la
stampa...), queste buone intenzioni sono comunque lettera morta.

Mi ricordo che qualche anno fa durante un corso di Marketing e
comunicazione l'insegnate di giornalismo ci aveva letto il codice
deontologico del giornalista italiano e quello del giornalista USA (dove
non esiste un ordine).

Tra le altre cose, per garantire l'imparzialità del giornalista, negli USA
gli è fatto divieto assoluto di accettare regali o soggiorni gratuiti.
In Italia è uso normalmente accettato che le conferenze stampa si svolgano
in luoghi paradisiaci con il soggiorno del giornalista pagato dalla ditta
su cui dovrebbe scrivere.

Dei regali non parliamone, perchè sono di uso comune.

Dove sta quindi la garanzia di imparzialità garantita dall'Ordine?

Non è quindi una legge che può garantire l'imparzialità, ma la volontà
reale delle persone che scrivono e che non si devono nascondere dietro una
fantomatica garanzia di imparzialità per scrivere ciò che vogliono.

Marco Campagnolo


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Ivrea Italy