Lo spam e l'email marketing

Eccomi :)

rispondo a Max che ha risposto alla mia risposta
alla risposta della domanda di un altro ;)

E' un intervento lungo, ma su rischi e difetti dello
spamming si possono fare delle enciclopedie.

Max ha scritto:

Lo spam rimane comunque e-mail non richiesta, ma io
preferisco fare una netta distinzione tra un invio
indiscriminato di pubblicità a tutti ed un invio ad
una fascia targetizzata.

Se lo spam è e-mail non richiesta, e invio solo 10
email non richieste... non è più spam solo perchè
sono poche ?

Mi sembra piuttosto "spam-mirato"... E infatti se
50 aziende mi includono nei loro esercizi di
"spam-mirato", è vero che non hanno inviato
indiscriminatamente a 90.000 indirizzi... ma io ho
comunque 50 mail non volute nella mia casella !

Troppo spesso si pensa "io ne mando poche...
così non sono come gli spammer famosi
(http://www.spamhaus.org/rokso/) che ne inviano
centinaia di migliaia in un colpo solo..." senza
pensare che il problema spam non è la persona
che invia troppe mail: il problema spam è ricevere
troppe mail nella mia (utente generico di Internet)
casella.

Indipendentemente dal fatto che chi ha inviato l'ennesima
mail (per me che ricevo) ne abbia inviata una sola o 1000.
Bisogna cambiare il punto di vista...da mittente a ricevente,
e mettersi nei suoi panni.

Non mi interessa se tu (ad esempio) ne hai inviata *una*
sola a me, senza il mio permesso.
Mi interessa che la tua è la ventesima che ho ricevuto
senza aver dato il mio indirizzo a nessuno !
Immagina 20 aziende che ti chiamano sul telefonino e tu
non hai mai dato il numero in giro... un pò è scocciante.

E poi hai scritto:

Sul "meglio non usarlo" e sull'immagine aziendale ho i
miei dubbi, ma forse essendo io di parte posso anche dissentire... ;)

I dubbi forse li hai perchè lo hai praticato... e sicuramente
una piccola frazione dei riceventi ha anche risposto
positivamente... ma sei stato fortunato a non beccare
qualcuno come me, che se ha (scusate il francese)
le balle in giostra ti segnala ad almeno 25 siti antispam,
che prendono automaticamente (perchè sono molto
più invasati e senza scrupoli di me) le loro misure:
contattano il tuo ISP, lo informano che stai praticando
attività illegali e lo "invitano" a toglierti la spina dal server
che ti ospita.

E tutti gli utenti che non trovano più il tuo sito online cosa
pensano ? Che bella immagine che AVEVA questa azienda...
peccato che il suo sito non esiste più. Forse è fallita.
O magari ha fatto qualcosa di illegale ed è stata "disattivata"
dal suo service provider. Bella immagine aziendale, no ?
O fallita, o illegale, o non capace abbastanza da tenere un
sito online. O con le braccine corte e quindi con il sito su un free
service che si intoppa se 15 utenti accedono contemporaneamente.

Magari tutto questo può sembrare paradossale, eccessivo,
da matti (mi mettono il sito offline senza dirmelo ? Ma stiamo scherzando
? Eppure è successo, succede e continuerà a
succedere...).

Gli organi anti-spam non scherzano, si sono autonominati
cavalieri con una crociata, e gli ISP che seguono alla lettera
le loro richieste anti-spam senza indagare forse sono anche
peggio (e infatti è capitato ad aziende rispettabilissime i cui affiliati
hanno fatto spam di vedersi il sito messo offline senza neanche sapere
perchè...).

Questo è il quadro attuale negli Stati Uniti, dove si è raggiunto
un livello di intolleranza allo spam tale che addirittura gli anti-spam
sono stati criticati per eccesso di determinazione.
In Europa potrebbero succedere due cose (se vogliamo usare
poca immaginazione, altrimenti si può fantasticare quanto vogliamo):

A) Europa segue USA come sempre nella storia,
lo spam diventa un "tabù" (taboo ?) e chi lo pratica viene fulminato sul
posto

B) Europa decide di essere originale (come sembra stia succedendo)
e prova a rendere illegale l'uso dei cookie non dichiarati, incasinando
tutte le procedure di riconoscimento automatico dell'utente per
l'ecommerce ecc, e permette invece l'opt-out, autorizzando di fatto lo
spam. Almeno quello "toccata e fuga".

Se pensiamo infine che un potenziale cliente inizia a comprare da un
sito in media dopo 7 contatti, salta all'occhio la definitiva
inefficienza dello spam (soprattutto in stile europeo), che oltre a
mettere a repentaglio la propria presenza online, raccoglie consensi
veramente irrisori rispetto alle iniziative di marketing "consensuale".

"Consensuale" poi è una parola con un suono tanto più
amabile di.... spam (che da inglese quale sono mi ricorda automaticamente
la "manzotin" di maiale americana) !

Ultimo ma non meno importante: se le persone non chiedono autonomamente
info sui prodotti che vengono presentati online
...magari è indicativo del fatto che o non sono presentati bene,
o non sono prodotti che interessano. Lo spam può presentarli
meglio o renderli più interessanti ??? Ai posteri l'ardua sentenza...

Ho letto una settimana fa un simpaticissimo
articolo/racconto [...] cosa ne dite (Simonetta - Elena) di
riproporlo in mlist?

Sono curioso, chi sa un link dove si può trovare questo articolo ?

Saul Burton
Webmarketing Manager
http://www.whiky.com
ebusiness management