Re (lunga): Libero, da novembre l'email si paga

...
Per me possono pure impiccarsi.
Che ne pensate di questa mossa? Secondo me è un autogol.

1). Stanno facendo un autogol, ma non per i motivi che pensi tu (ed altri
che hanno scritto in lista).
2). E' una tendenza inevitabile (e positiva, direi).

Mi spiego...

1). Evidentemente offrire spazio posta gratuito fruibile in pop3 o imap4
e' un' operazione in pura perdita, il rientro dei trailer pubblicitari
aggiunti alla fine dei messaggi non ripaga come i banner inseriti nelle
pagine di webmail, e wind vuole eliminare questo tipo di fruizione o farlo
pagare.

Ora, chi ha un indirizzo GRATUITO @libero.it rientra in tre categorie:

a) i ragazzini o utenti sporadici che altrimenti l' indirizzo non ce l'
avrebbero. Moltissimi di loro usano gia' solo webmail e non cambia niente;
qualcuno usa pop3 con connessione modem e magari comincera' a collegarsi a
internet con un numero di wind anziche' della concorrenza (risultato
raggiunto); una minoranza DEVE usare la concorrenza per contratti capestro
o adsl, e allora scegliera' se passare a webmail e diventare fruitore
della pubblicita' wind (risultato raggiunto) o usare un' altra casella
(cliente poco importante perso) o chiedere aiuto economico a papa'
(risultato raggiunto);

b) chi si serve di un secondo indirizzo per fare prove o darlo come
e-mail nei moduli di registrazione, sapendo che poi li' arrivera' spam di
tutti i tipi; questi passeranno a webmail (risultato raggiunto) o
abbandoneranno l' indirizzo al suo destino, e wind potra' fare, fra
qualche tempo, pulizia, risparmiando (_molto_, credo) nei costi di
gestione;

c) chi ha fatto l' indirizzo gratis per provare e via via si e' trovato a
usarlo come indirizzo principale per i contatti personali o anche di
lavoro. Questi, se lo consultano spesso con pop/imap e con collegamenti
diversi da wind, pagheranno. Obtorto collo, ma pagheranno (risultato
raggiunto).

Pero'...

Mia moglie ha un indirizzo della categoria b), ma siccome i test che fa
con la casella @libero.it le servono per lavoro (insegna uso della rete, e
pur usando solo eudora e mozilla deve tenersi aggiornata sui bachi di
outlook che e' poi quello che gli studenti chiedono di piu') era ben
disposta a rientrare nella categoria c) e pagare 30 euro/anno.

Solo che, anziche' cliccare subito sui link che ha trovato nel messaggio,
se n'e' ricordata il giorno dopo e ha pensato bene di telefonare al numero
verde...

"buongiorno, vorrei cambiare la mia casella di posta gratuita in una a
pagamento, in modo da poterla consultare con eudora, mantenendo lo stesso
indirizzo..."
"spiacente signora, non si puo'."
"come sarebbe non si puo'? Io sono disposta a pagare..."
"non si puo', deve collegarsi alla nostra pagina web e guardare la posta
da la'."
... dialogo allucinante di mezz' ora...
"ma allora, queste offerte di cui si parla nel messaggio, mailXL e
mailL??" "sono programmi che puo' acquistare per scaricarsi la posta dal
web."

Capito l' autogol? Questi fanno una politica di revisione dei servizi
offerti per spingere i clienti a cambiare tariffa a loro favore, danno
tempi strettissimi per decidere fra le alternative (10 giorni! si sono
fatti odiare), e poi non allertano neppure il call center, lasciando gli
operatori liberi (onore al nome!) di sparare castronate tecniche che non
stanno ne' in cielo ne' in terra anziche' dare direttiva di rispondere:
"subito signora. Qual'e' il numero della sua carta di credito?" Alla
faccia del marketing in rete!

  • o -
  • 2). I servizi informativi su internet sono e rimarranno in gran parte
    gratuiti, perche' la disponibilita' di un' informazione spesso e'
    interesse non solo di chi la cerca ma anche di chi la rende disponibile, e
    questo vale sia per la ricerca scientifica che per l' informazione
    tecnico/commerciale che per i siti personali. Quindi, se i costi di
    pubblicazione sono affrontabili, chiunque abbia qualcosa da dire di
    interessante per altri la dira'. E su questo l' internet continuera' ad
    essere la risorsa gratuita che tutti conosciamo.

    (fara' eccezione l' informazione "pregiata", come le ricerche di mercato,
    quella il cui copyright puo' rendere ancora qualcosa, come il giornale di
    oggi e i brani musicali, e, temo presto, l' informazione di sintesi - i
    motori di ricerca. Aspettiamoci novita' anche su quel fronte).

    Ma per quello che riguarda i servizi INFRASTRUTTURALI che consentono di
    pubblicare, ricevere e ricercare queste informazioni, beh, quelli hanno
    dei costi che DEVONO rientrare. E per farli rientrare i provider hanno
    solo tre opzioni:

    a). te li cedo gratis (e senza garanzie), ma ti obbligo poi a usare ALTRI
    miei servizi sui quali paghi;

    b). te li cedo gratis (e senza garanzie), ma cerco di recuperare i costi
    con la pubblicita' e quindi ti limito a quegli strumenti con cui posso
    propinartela;

    c). te li faccio pagare (e allora concordiamo condizioni di fornitura,
    garanzie e prezzo - ma quando hai pagato, sono tuoi e puoi usarli nel modo
    che ritieni).

    Finora i provider hanno usato pesantemente la a) e la b): hanno avuto un
    gran merito, perche' hanno fatto conoscere l' internet a chi mai avrebbe
    scucito un cent per provarla; ma hanno anche prodotto dei danni, perche'
    hanno cercato di limitare gli utenti in uno spazio ristretto da loro
    controllabile, impedendo al gran pubblico la scoperta dei tanti possibili
    usi della rete. E questo fin dai tempi di Niki Grauso, che con l'
    abbonamento a ViedeoOnLine ti propinava (dischetto distribuito con Arianna
    e con Topolino!) anche un browser blindato che ti riportava sempre alla
    sua home page.

    E cosi' ci hanno abituato all' idea di un' Internet gratuita, ma limitata,
    zeppa di ads e senza garanzie.

    Se si diffonde l' idea che lo spazio (di posta) su un server raggiungibile
    da qualsiasi connessione in rete ha un prezzo e quindi e' qualcosa di
    pregiato, gli utenti (clienti)cominceranno anche a porsi altre domande: ma
    se quello spazio lo pago, perche' posso usarlo solo per la posta? Perche'
    non posso metterci un documento che voglio poter recuperare anche quando
    sono altrove, o scaricarci le foto quando la macchina ha la memoria piena?
    (qualcuno gia' se li invia come allegati..) O metterci su un allegato che
    non voglio/posso mandare a un' intera mailing list, perche' solo chi e'
    interessato se lo scarichi? E, se in quello spazio ci metto roba mia che
    voglio poter recuperare, e' sicuro? Viene backuppato ogni giorno? E cosi'
    via... fino alla gestione personale di mailing lists e blog.

    Io credo che questo servizio, di spazio personale su un server sempre
    connesso e raggiungibile da ovunque, sia uno dei servizi piu' interessanti
    che possa rendere un provider, che possa avere costi abbastanza limitati
    da essere abbordabile da chiunque, ma che sinora non e' stato mai offerto
    alle masse perche' non si vedeva come rientrare dai costi con gli introiti
    pubblicitari, e viene poco richiesto perche' la sua poca diffusione non ne
    fa vedere l' utilita'. Se questo circolo vizioso viene rotto, non posso
    che esserne contento.

    Vedo (ottimisticamente) un futuro di internet in cui

  • paghiamo (il giusto) per la connessione e servizi che effettivamente ci
  • servono;

  • sfogliamo di tanto in tanto la pubblicita' (come leggendo un giornale)
  • senza esserne invasi (come guardando Raiset);

  • possiamo provare gratuitamente (sorbendoci un po' di pubblicita') demo
  • di servizi che ancora non conosciamo;

    piu' o meno come qualsiasi cosa nella vita (TV esclusa), ma in piu'

  • troviamo gratuitamente un sacco di informazioni che nel 99% dei casi
  • rispondono alle nostre esigenze.

    E scusate se e' poco.

    Ciao
    --
    Tommaso RUSSO
    ENTEOS - C/O AREA Science Park
    Padriciano 99, I-34012 Trieste
    +39 040 375.5724
    Tommaso.Russo@com.area.trieste.it