Ma servono davvero leggi o regolamenti?

Quello che risulta paradossale è che debbano esistere leggi che obblighino
i soggetti realizzatori ad adeguarsi a standard che garantiscano la
giusta fruibilità dei servizi ed informazioni contenuti nei siti o portali.

Vero è che anche realtà di grandi dimensioni e con strutture marketing e
tecniche di tutto rispetto, dalle quali ci si aspetta un livello di
qualità dei servizi offerti decisamente elevato, tendono a percepire lo
strumento internet quale panacea di tutti i mali.

In questo senso la disumanizzazione del prodotto realizzato e collocato in
internet passa proprio attraverso la ricerca dello standard tecnologico
più elevato possibile.

Stante la difficoltà nel raggiungere questo obiettivo il tutto rimane in
mano di tecnici informatici che di norma lavorano con la falsa convinzione
di trovare nella massa degli utilizzatori una percentuale prossima al 99%
di tecnici di loro pari livello.

Questa perversa visione viene avallata dai vertici in virtù del fatto che
in rete deve per forza di cose andare essere collocato quelche cosa di
fantascentifico.

Si è persa la visione pratica per la quale è nato internet lasciando solo
spazio al tecnicismo.

Poca attenzione alle esigenze della massa degli utenti per dare spazio
solo o nella maggior parte dei casi alla volontà di mostrare un volto
fantascentifico alla struttura di riferimento.

Stupure con effetti speciali per poi non garantire nemmeno il reperimento
dei numeri di telefono dell'azienda o dell'ente.

Roberto Laurenzi