Marketing come truffa

Mi convinco sempre di piu' che per le grandi aziende fare campagne di
direct marketing significa sostanzialmente tosare il "parco pecore",
ovvero i clienti.

Mi ha appena telefonato il call center di un operatore
di telefonia cellulare per presentarmi una offerta vantaggiosissima: se
aderisco, quando mi telefona qualcuno mi ricaricano il credito telefonico
di 2 centesimi per ogni minuto di conversazione.

Lo scopo e' chiaramente
quello di gonfiare artificialmente il consumo: avendo interesse a
ricaricare la scheda, io trattengo il mio interlocutore oltre il
necessario e la compagnia guadagna di piu'. Moralmente discutibile, ma
sostanzialmente un accordo, visto che il vantaggio e' reciproco (alle
spalle del mio interlocutore e sempre ammesso che il conteggio dei minuti
a mio favore sia onesto).

Tuttavia per attivare questo servizio
l'operatore chiede un contributo iniziale di 6 euro. Facciamo un rapido
calcolo: a 2 centesimi al minuto, per recuperare i 6 euro devo far parlare
i miei interlocutori per 5 ore prima di recuperare la spesa iniziale,
cioe' senza guadagnare niente.

Se aderiscono mille persone, la compagnia
guadagna 5.000 ore di telefonate senza spendere niente. Se aderiscono
200.000 persone (e, vista la diffusione dei cellulari in Italia, non mi
sembra un traguardo irraggiungibile) guadagnano 1.000.000 di ore di
telefonate senza cacciare un centesimo.

Se poi il traffico non aumenta
perche' chi telefona non abbocca, resta sempre il guadagno dei 200mila
contributi di attivazione, cioe' 1.200.000 euro. Resta il dilemma: idea
geniale o truffa? Corollario: un'idea di marketing per essere geniale
deve sempre avere bisogno che qualcuno resti imbrogliato?

Saluti
Roberto Trama
http://www.capriweb.com
2003-12-10