Marketing politico: "Caro amico" a chi?

Dopo il "grosso bacio" ai neonati, con bonus di 1000 euro
incluso, Berlusconi ha scritto anche a me, che non sono più
neonato da un bel pezzo.

L'occasione è "l'innovazione digitale per le famiglie", un
opuscolo inviato, presumibilmente, a milioni
di famiglie italiane.

Quello, che almeno a me, infastidisce fin da subito, è il
tono inopportunamente confidenziale: "caro amico" mi scrive Silvio.

Ma caro amico a chi? Io non sono amico di silvio, non l'ho
mai conosciuto e neppure ci tengo a conoscerlo, poiché lo
ritengo una delle peggiori jatture del paese.

L'opuscolo, che ovviamente cade a fagiolo in piena campagna
elettorale, è ovviamente un peana sul buono, anzi ottimo operato del
governo.

L'irritazione però aumenta dando una scorsa alle pagine,
quando si legge dei fantasmagorici progressi della "larga
banda" nel nostro paese, della "rivoluzione digitale" in cui
si mischia indecentemente il digitale terrestre e perfino il
fatto che siamo il paese con più telefonini al mondo (ma che
c'entra?).

Se non fosse inutile, mi verrebbe voglia di rispondergli:

"Caro amico, tieniti pure la tua rivoluzione, il monopolio è
come quello di prima e io sono ancora senza adsl. Il mio
voto non te lo do neanche morto".

Insomma questa propaganda fatta coi soldi dei contribuenti e
camuffata da informazione mi pare un autogol.
Chi non sa di cosa parla, anche se vota Berlusconi, leggerà senza capire,
chi invece è
appena informato si sentirà (ancora) preso in giro.

Alzi la mano, ad esempio, chi usa in italia la "firma
digitale"!

Il marketing inizia ad occuparsi di politica ma non sempre
lo fa nel modo migliore. Ricordo la rivolta qualche tempo
contro lo spam della Bonino.

Cosa ne pensate?

PS: perfino la calligrafia a firma di Berlusconi non mi
piace: è brutta e poco chiara :)