Mercato editoriale bloccato?

Salve a tutti,

si parla tanto di problemi del mercato editoriale e del fallimento di
molte webzine. Si fanno analisi e contro-analisi sui perchè e percome,
senza mai sottolienare un dato interessante: il mercato editoriale è un
mercato chiuso! E ciò sia on-line che off-line.

Mi spiego meglio. Supponiamo che un gruppo di giornalisti (o un
giornalista) decida oggi di creare una testata. Ha il progetto editoriale,
ha un'idea aziendale da approfondire e magari anche alcuni professionisti
conosciuti durante la propria carriera che ritiene sprecati nelle
occupazioni attuali e che vedrebbe ad hoc nella sua struttura.

A questo punto occorre un editore, visto che il giornalista non ha il
becco di un quattrino.

Editore? Ecco la parola sconosciuta, non esistono editori pronti a
scommettere su nuove iniziative se le stesse non siano coperte da:

1) grossi gruppi aziendali (gli stessi che poi svendono e fanno fallire la
testata);
2) gruppi politici di riferimento (il contributo statale come organo di
partito è una manna...);
3) un mecenate (pare che dai tempi dello splendore fiorentino si siano
estinti).

Soprattutto al Sud non ci sono editori disposti ad investire sui giovani.
Le testate sono sempre quelle tradizionali e quelle che sono definite
"nuove" lo sono soltanto in apparenza. Laddove nasce una idea interessante
viene subito ingoiata dalle sabbie mobili degli interessi
economico-politici di turno.

A questo punto mi chiedo: quale la soluzione per questo giornalista?
Abbandonare il proprio progetto editoriale ed aziendale? Il caso vuole che
sia troppo testardo per farlo!

Decidere di vendere l'anima al diavolo mettendo una rupe sulla propria
autostima e professionalità? Nooooooooo è troppo giovane:)

La soluzione è attendere da Mlist un consiglio illuminante:)

Grazie
Leonardo Lasala

Ps: ogni fatto e persona citato non è puramente casuale:)