Mercato immobiliare

Ho dato inizio ad una seria riflessione da un'ironia, il titolo di questo
intervento, che condensa l'argomento preso in esame: un settore
professionale con un presente che indica a chiare lettere un grave
malessere e con un futuro non solo approssimativo ma piuttosto
imbrilgliato in una vecchia logica di chiusura già dimostratasi poco
premiante e produttiva.

Esiste senza dubbio un problema di fondo riguardo le tante e, per certi
versi imbarazzanti, stranezze che affollano il mercato immobiliare
(inteso nella sua più completa accezione: professione e mercato, agenzie e
network, franchising e database, insomma quello che per semplicità
chiameremo "l'universo immobiliare"), stranezze che si ripercuotono
negativamente sia sul fruitore finale, sia sulla professionalità di
ciascun operatore.

Proviamo a prendere in considerazione alcuni elementi incontrovertibili:
in Italia solo il 30% delle intermediazioni immobiliari passa attraverso
le agenzie, sempre in Italia la valutazione complessiva sulla preparazione
e la professionalità degli agenti immobiliari è negativa per il 70% degli
intervistati.

Questi sono numeri e percentuali che appartengono al kit di ogni operatore
immobiliare ma, ecco la prima stranezza, sembra che nessuno li usi in modo
appropriato quando servono.

Le agenzie sono in costante aumento a fronte di un certo immobilismo del
mercato, sempre più frequentemente lo stesso immobile è in trattativa
almeno su quattro o cinque agenzie e non meno frequente è trovarlo anche
con quattro o cinque prezzi diversi (ci si domanda poi perché c'è quel 70%
che esprime un parere negativo sugli operatori immobiliari).

Si pensa piuttosto a creare bellissimi e coloratissimi database, dove ogni
operatore soddisfa quella voglia di internet che fa tanto terzo millennio,
ma a nessuno viene in mente che quella stupenda opportunità che permetterà
ad una coppia di coronare il duplice sogno della loro vita "comprare casa
e farlo su internet" è la "preziosa" indicazione, per le agenzie
immobiliari, di fare acquisizione selvaggia.

Si torna indietro di dieci anni grazie allo strumento più futuribile che
l'uomo oggi possiede!!!
(altra imbarazzante stranezza)

Vogliamo parlare di questo, oppure "sedersi ad un tavolo e scoprire in
forma congiunta quali siano le reali problematiche strutturali di una
categoria erroneamente bistrattata e di un mercato che non decolla come
era nelle previsioni, bla bla bla bla"?

Sono queste le vere risposte che dobbiamo cercare, qui davvero tutti
insieme, capire perché si parla tanto di migliorare la professionalità e
poi tutti si va a suonare al campanello della signora taldeitali dicendo
che la nostra agenzia è in grado di vendergli meglio e più velocemente il
suo immobile e cosa ancor più grave, facciamo questo dopo esserci iscritti
a qualche portale d'immobiliare on-line perché siamo convinti "che il
futuro è internet".

Professionalità vuol dire anche imparare a dire "no gentile signore,
visto che è già in trattativa con il mio collega, il suo appartamento non
posso gestirlo, torni da me tra un mese se non è riuscito a venderlo".
L'agenzia concorrente è solo un concorrente, non è la persona che tormenta
i nostri sogni o minaccia la nostra vita.

Imparando a dire qualche no, risolviamo anche i problemi di una clientela
eccessivamente smaniosa e poco riconoscente, diamo prova di non essere
affamati come squali e, cosa ancora più importante, dimostriamo che la
nostra professionalità non si baratta con l'esigenza di un qualcuno che ha
fretta e che poi comunque parlerà male degli agenti immobiliari.

Magari è un'utopia o solo fantasia, forse le regole del mercato
impediscono qualsiasi forma di "etica comportamentale".

Chiedo però solo una cosa: non parliamo più di internet come futuro, come
strada necessaria da percorrere in questo fantastico terzo millennio.
Le regole non scritte di un certo modo di lavorare sembrano impresse,
insieme ai famosi numeri, nel genoma di chiunque voglia operare nel
settore immobiliare.

Riccardo Betti
marketing@mediainrete.it