Mi manda Telecom

Domanda: con quale criterio le aziende scelgono i loro responsabili della
comunicazione? Me lo sono chiesto dopo aver assistito alla disastrosa
performance di Dario D'Aleo di Telecom Italia a “Mi manda Raitre” (9
febbraio 2006).

Il Nostro, peraltro già "famoso" per altri infelici interventi in altre
trasmissioni (tipo "Radio Zorro" di Beha) doveva stavolta rintuzzare un
gruppo di utenti inferociti dalle attivazioni di servizi non richiesti.

Il fenomeno, come forse si saprà, è tutt'altro che circoscritto: sono
circa 300.000 le sole denunce indirizzate alla Polizia Postale, ed è
ragionevole pensare che esse siano la punta di un gigantesco iceberg
venuto alla luce, nella sua mostruosa dimensione, grazie soprattutto a
Internet.

Prima di Internet infatti era praticamente impossibile il passaparola su
larga scala: chi aveva un qualsiasi problema restava solo nel suo oblio,
non potendo confrontarsi che con pochi amici o conoscenti.

Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che questi sistemi di
“marketing aggressivo” (come viene chiamato eufemisticamente), che
riguardano soprattutto Telecom Italia per oltre il 90% , muovono cifre tra
i 250 e 500 milioni di euro (avete letto bene!). Milioni di euro scippati agli
utenti con espedienti più o meno eleganti ma comunque tutti “scientifici”,
studiati evidentemente a tavolino e calcolati sulla massa di decine di
milioni di utenti.

Ora, davanti a queste cifre inconfutabili, poteva il responsabile di
Telecom Italia andare in televisione minimizzando il fenomeno senza
coprirsi di ridicolo? E' precisamente quello che ha fatto :)

Il risultato, almeno sotto il profilo dell'immagine, sua e dell'azienda
che egli rappresenta, è stato assolutamente disastroso, una "Caporetto"
totale.

D'Aleo ha dato l'idea di un'azienda scorretta, arrogante, prepotente, che
non ammette mai i suoi errori, che tratta i suoi clienti come sudditi,
anzi come popolo bue.

Possibile che un gigante come Telecom, già invisa
per le stesse ragioni a milioni di utenti, si ostini a fare sempre queste
figuracce nei confronti coi consumatori, proprio nel momento in cui il suo
ferreo monopolio si sta finalmente allentando?