Mlist resta free (ecco perche') - lungo

Un saluto a tutti, e grazie di cuore a chi e' intervenuto per dire la
sua sulla questione se Mlist debba restare free o ci possa essere
qualche forma di "pagamento" per parteciparvi.

E' stato molto interessante per me leggere cio' che avete scritto, e
volevo che la discussione proseguisse "indisturbata" per qualche
giorno, per avere un quadro piu' chiaro di come la pensate su questo
delicato argomento.

La "delicatezza" del tema non e' correlata solo al fatto che si parli
della nostra lista, ma credo si possa allargare al discorso piu' ampio del
pagamento per i contenuti e per i servizi online.

E proprio da un discorso ampio vorrei partire, per poi invece chiarire
come la penso sulla gratuita' di Mlist.

Anche in Italia iniziano (poco timidamente, in realta') ad affacciarsi
siti e servizi che da gratuite diventano a pagamento...e tutti noi stiamo
per cosi' dire alla finestra a guardare cosa succedera', per esempio, di
Repubblica.it e delle sue sezioni pay.

D'altra parte pero' abbiamo gia' dei dati importanti su cui varrebbe
la pena fare qualche ragionamento, che derivano da esperienze fatte da
altri siti in America, e da ricerche su questo argomento.

Per esempio, ecco gli interessanti risultati di una ricerca di Pew
Internet & American Life Project (www.pewinternet.org) della fine del
2001.

Da un sondaggio effettuato su un campione di navigatori americani,
alla domanda "cosa faresti se oggi il sito che hai sempre visitato
diventasse a pagamento?", gli intervistati hanno risposto

  • cercherei una alternativa non a pagamento per lo stesso servizio (il
  • 50% degli intervistati)

  • non utilizzerei piu' il sito e/o il servizio online (36% degli
  • intervistati)

  • pagherei per il servizio (12% degli intervistati)
  • Questi dati sono una ottima base di partenza, pur con tutti i caveat
    del caso (come l'interesse reale per il servizio o il sito, la fascia
    di reddito degli intervistati, etc.): ci dicono che, in linea di
    massima, per una risorsa che e' sempre stata free difficilmente si e'
    disposti a pagare, modificandone la modalita' di fruizione.

    Inoltre abbiamo anche altri modelli da esaminare attentamente:

  • MotleyFool.com: il sito di investimenti online proprio in questi giorni
  • (dal 14 febbraio) e' diventato a pagamento. Il costo per accedere ai
    forum e alle discussioni di quella che e' una delle piu' grandi
    community online e' di 4.95$ al mese.

  • Salon.com: ha di recente modificato il suo modello di business,
  • spostandosi verso il pay. Al momento si compone di tre
    sezioni/servizi: TheWell, storica community (per partecipare bisogna
    pagare 15$ al mese, oppure 180$ all'anno); Salon Premium, i contenuti
    di Salon "advanced" (costo di partecipazione 6$ al mese, oppure 50$
    per due anni); e Table Talk (per un interessante spiegazione del suo
    funzionamento, ecco l'intervista a Gail Ann Williams, responsabile
    community di Salon.com
    http://www.onlinecommunityrepo rt.com/features/williams/).
    Il sito dichiara di avere ad oggi 35.000 iscritti, che generano il
    30% delle revenue totali del sito.

  • Economy.com, Thestreet.com, Ezboard.com: sono tutti servizi online
  • che hanno deciso di fare pagare un determinato importo per far si' che
    gli utenti possano continuare ad usufruirne. Potete leggere la storia di
    Ezboard qui:
    http://www.ezboard.com/pressro om/news_onlinecommreport.html

  • onlinecommunityreport.com: e' stato il primo a introdurre un nuovo
  • modello (nuovo per le community) di pay per content/service. Invece di
    comunicare ai suoi iscritti che avrebbero dovuto pagare una certa
    cifra per continuare ad usufruire dell'ottimo servizio che il sito offre, ha proposto loro una modalita' di utilizzo "shareware". In pratica il nuovo modello si
    basa su contributi assolutamente volontari, e indica dei limiti
    minimi e massimi di versamento: da un minimo di 4$ al mese per sei
    mesi per chi usa la lista in modo professionale
    (che fanno circa 4,6 euro), ad un massimo (si', si stabiliva anche un
    massimo, oltre il quale non si poteva contribuire!!) di 50$ per
    persona (circa 57,4 Euro). Al momento, di questo programma di "supporto
    volontario" non si fa piu' menzione nel sito, ho scritto a Jim Cashel,
    grande personaggio delle community, nonche' responsabile di
    onlinecommunityreport per chiedergli notizie e aggiornamenti su questo
    programma. La sua risposta e' stata che ha interrotto il programma perche'
    nono generava sufficienti revenue, e aggiunge inoltre "Sites that offer a premier service, such as a website or newsletter with no ads, often do better, with conversion rates of 5-10% of subscribers."

    E con questo mi pare che abbiamo una panoramica sufficientemente ampia
    del concetto di "internet" a pagamento (almeno con riguardo ai
    contenuti e alle community).

    Veniamo a Mlist: avete proposto molte idee interessanti; alcune, lo
    ammetto, le avevo gia' prese in considerazione per poi scartarle per
    vari motivi.

    Per esempio Roberto Nardone (e altri) suggerisce di raccogliere gli
    interventi in un CD da distribuire poi a pagamento, oppure di mettere
    gli archivi a pagamento. Intorno al 1994, quando iniziai a occuparmi
    di community e di internet, mi colpi' una storia singolare: una delle
    community piu' grandi ai tempi (ora mi sfugge il nome...e' tarda sera,
    sorry), aveva chiuso dall'oggi al domani perche' il suo fondatore un
    bel giorno aveva deciso di raccogliere tutti gli interventi in un CD e
    di venderlo poi per ripagarsi l'impegno che metteva ogni giorno nella
    gestione della lista. Per ragioni legali dovette chiedere
    l'autorizzazione agli iscritti, almeno a quelli che avevano postato
    degli interventi, i quali pero' gliela negarono...e lui decise di
    chiudere la lista. Con i distinguo del caso, mi pare che la situazione
    si possa ripetere: per poter registrare tutti gli interventi in un CD,
    avrei bisogno della liberatoria esplicita di ciascuno di voi, 3.860
    persone (o almeno di quelli che sono intervenuti negli ultimi 12 mesi),
    cosa che sicuramente non avrei mai...quindi tenderei a imparare
    dall'esperienza degli altri e a non ripetere la stessa proposta. :-)

    Poi Daniele Bochicchio fa notare come in ogni caso la lista mi ha
    portato qualche ritorno, seppure indiretto, in termini di
    immagine: direi piuttosto che con la lista ho fatto del branding (spero
    in una brand equity, non solo brand ;-))...visto che purtroppo ho
    pochissimo tempo per intervenire, e quindi costruire la mia immagine o
    almeno farmi conoscere, come alcuni di voi hanno fatto in mesi di
    ottimi e acuti interventi. Comunque, confermo Daniele, i ritorni ci
    sono stati...anche se di sola Mlist non si vive :-)

    Ancora Laura Ducci parla di introiti da sponsorship: certo, ci sono ogni
    tanto degli sponsor paganti (una piccola percentuale degli sponsor
    totali, il resto essendo scambi reciproci). Il fatto pero' che i
    banner e in generale l'advertising siano in crisi, la dice lunga sulle
    prospettive di revenue che derivano da queste iniziative. Come diceva
    Luciano Cavagnero, a questo proposito, le possibilita' di
    sponsorizzare la lista sono comunque disponibili su richiesta
    scrivendo a elena@mlist.it

    Daniela Apollonio mi paragona ad un personal trainer (per "sillogismo",
    se la lista e' una palestra, e io gestisco la palestra, come minimo
    sono un personal trainer ;-))...credo anch'io che Mlist sia per molti
    una palestra di internet, un posto dove magari "buttare" le proprie
    idee perche' vengano coccolate, esercitate, messe sotto pressione per
    poter poi uscire "nel mondo offline" e dare il meglio con un sito o un
    modello di business gia' "allenato". Ma non sono d'accordo sul fare
    pagare (con le diverse modalita' che avete proposto) un abbonamento a
    questo club dell'internet marketing. Mlist e' nata free, e continuera'
    ad esserlo, nella misura in cui riusciro' a onorare l'impegno che ho
    preso con ciascuno di voi: finche' riusciro' a ritagliare tre ore ogni
    giorno per moderarla e gestire le mail personali che mi arrivano
    collegate alla lista, per inventare cose nuove, e per proporvele sul
    sito...C'e' solo una possibilita' che mi attira e mi incuriosisce,
    a livello di test, e ve ne parlero' alla fine di questa mail.

    Un altro intervento di Fabio Metitieri punta giustamente il dito contro
    i post "di origine non controllata", e dice che se la lista fosse a
    pagamento dovrebbe impiegare piu' di 10 minuti per scrivere una mail,
    avendo maggiori responsabilita' verso un pubblico pagante. Se non
    ricordo male fu proprio un messaggio di Fabio, a proposito
    dell'affidabilita' di chi scrive, a portare ad una aggiunta a Mlist
    che, dall'analisi dei file di log mi pare apprezziate particolarmente,
    quella dei Biglietti da Visita (www.mlist.it/whoswho.html). Ciascuno
    di voi puo' compilare il suo biglietto da visita, che poi viene
    "attaccato" a fianco della mail che ha scritto in lista, ed e'
    visibile online sull'archivio. Questo e' un primo, rudimentale,
    tentativo di dare un "volto" e una "affidabilita'" a chi scrive gli
    interventi.

    Ultimo intervento che vorrei commentare, quello di Enrico Fedi. Enrico
    fa i "conti in tasca alla lista", ma come gli fa notare qualcuno il
    giorno dopo, forse esagera in difetto nel calcolare "quanto e' costata
    e quanto costa Mlist". Proviamo a fare i classici conti della serva,
    non per vantarsi o chiedere denaro, ma per ringraziare coloro i quali
    fanno si' che Mlist rimanga gratuita ;-)

    Enrico dice che uno il sito web se lo puo' pure fare da solo:
    verissimo, come no...ma siccome io (e credo la maggior parte di voi)
    non sono un tecnico ne' e' il mio mestiere fare i siti, non sarei
    stata in grado di darvi un sito bello e usabile come Mlist (senza
    falsa modestia ;-), e quindi farmi fare un sito (solo per quanto
    riguarda la grafica e l'interfaccia di navigazione), mi sarebbe
    costato dai 3,000 ai 5,000 Euro. (ringraziate Sofia di Vocabola perche'
    invece non e' costato nulla, e anche le modifiche successive non hanno comportato costi, ma solo qualche cappuccino e un po' di pressing per infilare
    Mlist in una agenda pienissima di impegni per entrambe).

    Per quanto riguarda lo spazio web, i 25 Euro all'anno sono una stima
    che potrebbe anche essere accettabile (anche se, come vi dicevo, viene
    "criticata" in un altro post)...e di questo invece dobbiamo
    ringraziare Gigio di Impression.it.

    Proseguendo con la connettivita' non ho l'adsl quindi "risparmio" i
    4/500 Euro all'anno, ma in compenso ne spendo 100 per un abbonamento
    con un provider, piu' 150 a bimestre a mamma Telecom per le ore in cui
    sto connessa per gestire la lista online.

    Ed ecco che arriviamo ad una parte che Enrico dimentica, ma che
    rappresenta il vero cuore della lista: il sistema di gestione. Mlist
    ha un motore potentissimo, costruito da Bago (Impression.it) e dai
    sui tecnici, molto lontano da Milano dove abito, dietro mie specifiche
    tecniche, dopo ore di mail, di chat e di test...che funziona meglio
    di Lyris per le esigenze di Mlist, e non costa nulla
    (a differenza della versione di Lyris che avevo provato ad utilizzare,
    costo netto 5.000$...grazie Davide e Xmedia che mi hanno fatto
    "provare" l'ebbrezza di Lyris ;-)).

    Posso moderare la lista ovunque io sia, attraverso una interfaccia
    web gestire in automatico iscrizioni e cancellazione, messaggi di
    benvenuto e di cancellazione, statistiche sui post, sugli iscritti,
    leggere, moderare e organizzare quattro liste (Mlist normale, la lista
    Large e i due digest corrispondenti), ho a disposizione un ad server
    per programmare e organizzare le sponsorizzazioni, oltre ad un sistema
    di publishing per ogni area del sito...non oso immaginare quanto
    sarebbe costato questo ambaradan sul mercato: sono sicura che chi di
    voi se ne intende un po' sara' impallidito al pensiero.

    Ah, dimenticavo...vi piace il logo di Mlist? Beh, costo sul mercato
    intorno 1.000 Euro, grazie a Roberto di Unit.it :-)

    Non vorrei parlare del tempo/costo che ci metto a moderare e gestire Mlist,
    poiche' come giustamente qualcuno diceva (mi pare Angelo Caravaggi),
    il mio lavoro e' prima di tutto una passione, anche se onerosa in
    termini di tempo.

    Ecco, questo e' il motivo per cui Mlist non e' a pagamento.
    E il motivo per cui vi ho scritto i nomi e le aziende di chi vi fa
    leggere Mlist "aggratis" e' simile a quello per cui vedete le reti
    Mediaset senza pagare il canone, perche' mettere davanti ai vostri
    occhi quei nomi e' gia' una pubblicita' di valore.

    Detto questo, e concludo, mi piacerebbe comunque sapere come valutate
    la lista, e quindi vorrei lanciare prima o poi qualcosa di simile a
    cio' che e' stato fatto con onlinecommunityreport: una versione
    shareware della lista, nello spirito del software che liberamente
    utilizziamo salvo pagare una quota a chi l'ha prodotto, ma non in via
    obbligatoria. Chi vorra' e chi onestamente sentira' che Mlist gli e'
    di aiuto nella vita business di tutti i giorni potra' versare un
    contributo (stabiliremo poi un importo massimo), gli altri
    continueranno ad usufruire della lista gratuitamente, se la reputeranno
    utile, altrimenti ne usciranno sempre liberamente.
    Credo che in questo modo si superino anche i problemi legati
    all'immancabile giudizio soggettivo del valore percepito della risorsa
    Mlist: per qualcuno 100 Euro sono troppi, per altri pochi, per altri
    ancora 10Euro non sono sufficienti...

    Stay tuned per vedere come evolveranno le cose...in attesa del
    viaggio nei caldi mari tropicali che mi augura Angelo Caravaggi :-)

    A presto

    Elena


    Elena Antognazza
    icq:4560666
    www.mlist.it