MMS, UMTS, ...fine o mezzo?

Cara Sofia,

sono gli operatori a non mettere ancora a fuoco un modello di business
ficcante per gli MMS.

Analizziamone la comunicazione: qual'è la killer app dell'MMS? Scattare la
foto del cucco serale in discoteca?

Dai dati ribaditi ieri dai Bell Labs di Lucent Technologies al seminario
"LA FRONTIERA TECNOLOGICA DELLA COMUNICAZIONE GLOBALE", la maggiore fonte
di revenues per gli operatori TLC è l'utenza business, particolarmente
attenta alle innovazioni time-saving. Tuttavia non è lapalissiano quali
nuovi servizi captive per questa tipologia di utenza gli operatori
propongano attraverso le nuove tecnologie MMS e UMTS.

Così lo stesso assioma su cui si basa la strategia di Lucent, a mio avviso
difetta di dogmatica certezza: siamo sicuri che vi sia effettivamente
bisogno di ulteriore capacità trasmissive di dati? Percepiamo la
disponibilità attuale di banda come un vincolo impellente?

Talvolta ho la netta sensazione di un popolo proteso nella costruzione di
enormi autostrade ma dimentico dei veicoli che viaggeranno su di esse.
MMS, UMTS, 30 megabit di banda: rappresentano il mezzo o il fine?

La percezione che sto maturando è che abbiamo più tecnologia di quanta
riusciamo ad utilizzarne.

Due esempi curiosi riguardanti un problema spicciolo: statistiche di siti.

Caso 1: portale istituzionale, cospicuo budget 6 cifre, CMS raffinato. Il
sito è dinamico, non si possono rilevare le statistiche delle pagine viste.

Caso 2: sito di prodotto, sistema statistico imposto dal corporate
internazionale. Il PM non riesce a comprendere le statistiche (per
decifrare le quali effettivamente si rendono necessarie basi di ingegneria
o matematica).

E' inevitabile l'interrogativo: la tecnologia mantiene la sua funzione
precipua di fattore abilitante nel rimodellare processi?
Quante nuove tecnologie rispondono a necessità reali e quante invece a
bisogni indotti?

A presto
L.